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	<title>A Dark Knight</title>
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		<title>Don&#8217;t Think About Elephants</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Sep 2010 10:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Newland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ORIENTARSI IN INCEPTION Nonostante sia un film sostanzialmente lineare, vi sono aspetti che possono lasciare lo spettatore un po’ smarrito, specie alla prima visione. Ecco allora un breve vademecum, diviso in due parti, la prima senza spoiler, la seconda da leggere necessariamente dopo la visione. - Inception si basa sul presupposto che esiste una tecnologia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=adarkknight.wordpress.com&amp;blog=4412708&amp;post=51&amp;subd=adarkknight&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><strong>ORIENTARSI IN INCEPTION</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nonostante sia un film sostanzialmente lineare, vi sono aspetti che possono lasciare lo spettatore un po’ smarrito, specie alla prima visione. Ecco allora un breve vademecum, diviso in due parti, la prima senza spoiler, la seconda da leggere necessariamente dopo la visione.</p>
<p style="text-align:justify;">- Inception si basa sul presupposto che esiste una tecnologia (il PASIV Device) che consente di condividere un sogno. Il team di Cobb (DiCaprio) utilizza tale tecnologia per fare spionaggio industriale. Il soggetto cui si vogliono carpire segreti viene prima addormentato, poi collegato al congegno assieme ai membri del team di Cobb. Una volta dentro il sogno è possibile ripetere l’operazione. Si ottiene così un sogno dentro il sogno. La vittima, se non è addestrata a questo tipo di “furto”, penserà di essere nel mondo reale, e non di stare sognando.</p>
<p style="text-align:justify;">- In ogni sogno vi sono almeno quattro ruoli: la vittima (<em>the subject</em> o <em>the mark</em>), cioè colui a cui si vuole rubare un segreto; il sognatore (<em>the dreamer</em>), che è sempre un membro del team di Cobb; l’architetto (<em>the architect</em>), che progetta l’ambiente del sogno insegnandolo al sognatore ma non entra necessariamente nel sogno; l’estrattore (<em>the extractor</em>), che è sempre Cobb, il quale all’interno del sogno cerca il segreto e lo ruba.</p>
<p style="text-align:justify;">- <em>The Subject</em>: all’inizio del film è Saito (Watanabe), nel colpo principale è sempre Fischer (Murphy). La vittima popola il sogno con il suo subconscio. Queste “proiezioni” del subconscio della vittima sono come anticorpi, e si ritorcono progressivamente contro il sognatore. Se la vittima è addestrata a difendersi da un tentativo di furto, queste proiezioni diventano vere e proprie guardie armate, da cui i membri del team di Cobb devono difendersi.</p>
<p style="text-align:justify;">- Non ci si ricorda mai l’inizio di un sogno. In tutti i sogni e i livelli di sogno del film, la narrazione inizia in modo brusco, perché, come spiega Cobb ad Ariadne, non ci si ricorda mai l’inizio di un sogno. Questo è anche funzionale al montaggio che usano Nolan e Lee Smith nel film, un montaggio che gioca molto sull’omissione di particolari o segmenti di scene, nonché su vere e proprie ellissi.</p>
<p style="text-align:justify;">- Dal sogno, a cose normali, si esce in tre modi: quando finisce l’effetto del siero, con un kick, o venendo uccisi.</p>
<p style="text-align:justify;">- Il <em>kick</em> sfrutta la sensazione di cadere, che fa svegliare chi dorme. È usato per fare in modo che i membri del team di Cobb possano uscire dal sogno tutti insieme e prima della vittima (che si sveglia quando finisce l’effetto del siero e Cobb e i suoi se ne sono già andati). Per sincronizzare il kick viene usata la musica (il brano di Edith Piaf).</p>
<p style="text-align:justify;">- Alcuni nomi hanno un perché:<br />
<em>Ariadne</em>: con le sue domande, ci guida dentro il labirinto di Inception. Se ciò non bastasse, progetta lei stessa labirinti per il colpo principale.<br />
<em>Cobb</em>: è un personaggio, o meglio il ladro, del primo film di Nolan, Following.<br />
<em>Mal</em>: in francese significa&#8230;<br />
<em>Eames</em>: dagli architetti Charles and Ray Eames.</p>
<p style="text-align:justify;">- The Dreamer: all’inizio del film è Nash nel primo sogno, Arthur (Gordon-Levitt) nel sogno dentro il sogno. Anche nel colpo principale vi è un sognatore per ogni livello. Il modo più semplice per capire chi è il sognatore è guardare chi rimane a quel livello, senza scendere oltre. Quindi nel livello di Los Angeles sotto la pioggia il sognatore è Yusuf, il chimico; nel livello dell’hotel è Arthur; nel livello della fortezza sulla neve è Eames. Il sognatore deve restare nel suo livello per tutto il colpo: se vi esce il sogno collassa, e con esso collasserebbero tutti i livelli sotto a quello.</p>
<p style="text-align:justify;">- Nel colpo principale, a causa del tipo di siero, se si viene uccisi nel sogno non ci si sveglia, ma si va nel Limbo.</p>
<p style="text-align:justify;">- La dilatazione temporale: nel sogno il tempo scorre più lentamente. Quanto più lentamente? Dipende dal siero. Con un siero normale 5 minuti nella realtà corrispondono a 1 ora nel sogno. Ma in ogni caso, più si scende di livello, più il tempo si dilata ulteriormente. Si pensi alla musica. Il brano di Edith Piaf, al livello dell’hotel è a velocità normale, ma gli altri membri del team al livello della fortezza sulla neve lo sentono come se fosse al ralenty. Ancor più nel Limbo. In effetti, il tema di Hans Zimmer (che sentiamo anche in apertura sui loghi delle case di produzione) inizia con delle percussioni che non sono altro che la musica della canzone di Edith Piaf rallentata notevolmente. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=UVkQ0C4qDvM">Vedi questo video esplicativo.</a></p>
<p style="text-align:justify;">- Il Limbo. Nel Limbo non vi sono ruoli, è uno spazio comune. Qui il tempo scorre così lentamente che ci si dimentica di stare sognando. Se ne esce solo morendo, ma il difficile è prendere atto della propria situazione, decidendo di suicidarsi. Cobb e Mal vi restano 50 anni, poi Cobb decide di convincere Mal a suicidarsi azionando la trottola. La trottola è il totem di Mal, e se non cade significa che si sta sognando. Mal ha nascosto la trottola nella cassaforte per dimenticare di stare sognando. Cobb la trova, la aziona, e così facendo ricorda a Mal che stanno sognando. Tuttavia, una volta suicidatisi e tornati alla realtà, Mal è sempre convinta di stare sognando. L’idea che Cobb ha innestato a Mal nel Limbo è sopravvissuta: ciò è la dimostrazione che “Inception” è possibile. Credendo di essere ancora nel sogno, Mal si toglie la vita.</p>
<p style="text-align:justify;">- Limbo e kick nel colpo principale. Quando Mal uccide Fischer nel livello della fortezza sulla neve, Fischer va nel Limbo. Poco dopo Saito muore e va nel Limbo anche lui. A questo punto Ariadne e Cobb li seguono nel Limbo (Eames non può seguirli, perché essendo il sognatore di quel livello deve rimanervi). Trovato Fischer nel Limbo, Ariadne lo getta nel vuoto: è un<em> kick singolo</em>, che serve a “resuscitarlo” nel livello immediatamente precedente (e non nella realtà), in modo che possa entrare nella camera-cassaforte e incontrare il padre. Fatto ciò Ariadne si getta a sua volta: è il <em>kick generale</em>, quello che coinvolge tutto il team e tutti i livelli. Tale kick (che corrisponde all’impatto del furgone con l’acqua nel primo livello, all’impatto dell’ascensore col suolo nel secondo livello, al crollo della fortezza sulla neve nel terzo livello) fa sì che Arthur, Eames, Fischer e Ariadne si risveglino nel livello del furgone, dove Yusuf li aspetta. Cobb, invece, ha deciso di rimanere nel Limbo per trovare Saito. Poiché Cobb ha “perso” il kick, il suo corpo nel livello del furgone muore per annegamento. Questo fa sì che egli torni nuovamente nel Limbo (infatti si ritrova sulla spiaggia). Cobb deve trovare Saito per ricordargli che sta sognando, e dunque per convincerlo ad uccidersi. Ma lui stesso ha difficoltà a ricordare perché sta cercando Saito. In ultima istanza sarà solo la trottola, azionata da Saito già nella scena di apertura, a ricordare a tutti e due che stanno sognando. A questo punto è presumibile che Saito spari prima a Cobb e poi a se stesso. Nolan qui opta per l’ellissi, tagliando bruscamente dalla trottola agli occhi di Cobb che si sveglia sull’aereo: l’impatto emotivo della scena è pazzesco, e secondo me già questo da un’indicazione sulla questione se l’ultima parte del film si svolga nel sogno o nella realtà.</p>
<p style="text-align:justify;">Due immagini possono essere utili per comprendere meglio le dinamiche del colpo principale.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://film-book.com/wp-content/uploads/2010/07/inception-reality-dream-chart.jpg"><img class="aligncenter" title="Inception Levels" src="http://api.ning.com/files/TjSdx4d9p8Oay87JT6JblIzZpDbVrnXWeNog5olLXOAO4TFobquRN0dqaxjrxNYU65hEnbpi4moCLJKi917KRmvBU7SbHrga/inception5levels.jpg" alt="" width="500" height="813" /></a><img class="aligncenter" title="Inception Timeline" src="http://24.media.tumblr.com/tumblr_l6byweEsTY1qzgkoco1_500.jpg" alt="" width="500" height="688" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>INCEPTION E IL CINEMA, OVVERO PERCHE&#8217; NON HA LA MINIMA IMPORTANZA SE LA TROTTOLA CADE O NO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Se avete visto Inception, è probabile che voi e buona parte della vostra sala vi siate lasciati andare a un grido di sconforto sull’immagine di una trottola sul punto di cadere. Sul finale che ha lasciato gli spettatori di tutto il mondo con mille domande in testa si sono versati fiumi di inchiostro. Il partito della realtà e quello del sogno si sono scontrati con argomenti altrettanto solidi. “Voi state cercando il segreto&#8230; ma non lo troverete, perché in realtà non state davvero guardando. Voi non volete saperlo. Voi volete essere… ingannati.” E Inception è un film volutamente ingannevole, sia dal punto di vista visivo che da quello narrativo. E allora, Cobb è davvero riuscito ad abbracciare i suoi figli, o quello che vediamo alla fine non è altro che un ennesimo sogno? Poiché non credo che questa sia la questione centrale su cui discutere, la lascerò momentaneamente in sospeso. Il vero significato dei momenti finali del film, infatti, è un altro. Nel momento in cui Cobb, distolto lo sguardo dalla trottola e visti i volti dei figli, si lancia verso di loro per abbracciarli, l’inquadratura si risposta lentamente verso il tavolo, per culminare nel momento che ben conosciamo. Ma a quel punto, si badi bene, il movimento della trottola non è più rivolto a Cobb, che non ha bisogno di vedere cosa succederà: è rivolto a noi. La scelta di tagliare la scena prima della caduta della trottola non ha (per i motivi che esporrò più avanti) alcun effetto sull’interpretazione strettamente narrativa del film, ma è, direi cruciale, per quella metanarrativa. Non mostrando la caduta della trottola Nolan ci mette di fronte alla consapevolezza che ci siamo fidati per tutto il film del punto di vista di Cobb, senza metterne in dubbio le capacità di percezione della realtà. In un certo senso Nolan ci innesta un idea, un’idea molto semplice, che tutto ciò che credevamo essere la realtà era in realtà un sogno. Al tempo stesso, per come il punto di vista cambia nell’ultima inquadratura, Nolan ci ricorda anche che siamo seduti in una sala cinematografica, e che ciò che abbiamo visto nelle ultime due ore e mezzo è comunque un prodotto di fantasia. Ma ciò non ha la minima importanza.<br />
Il significato ultimo di Inception, io credo, è che anche attraverso il sogno (nel nostro caso il cinema) può esservi comunque catarsi. Ci si immerge nelle vite di altri personaggi, se ne condividono i sogni, le speranze, gli amori, soffriamo con loro, piangiamo per loro, esultiamo per loro. Questa è la grande forza del cinema, onnipotente vettore di emozioni, questa è la forza di Inception. Nel punto di massima intensità del film, in una camera-cassaforte dai tratti kubrickiani, Robert Fischer ottiene la sua catarsi, risolvendo finalmente il suo rapporto col padre. Lo fa nel terzo livello di un sogno progettato da una squadra di ladri della mente allo scopo di fargli mandare a rotoli il suo impero societario, ma ciò rende forse il suo percorso di redenzione meno vero? Assolutamente no. Si può dire anzi che alla fine dei giochi sarà proprio lui, la vittima, a uscirne paradossalmente vincente, rinnovato, liberato dai demoni di un rapporto umano che altrimenti lo avrebbe segnato per sempre. Il percorso di Cobb non è dissimile. Lui pure si libera del demone della moglie non nel mondo reale, ma in quello del sogno.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>SCENEGGIATURA E MONTAGGIO, OVVERO L&#8217;ARTE DELL&#8217;INGANNO</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Come già accennato, Inception è costruito in modo tale da rendere lo spettatore vittima di un unico grande innesto di idea da parte del regista: che l’intero film sia un sogno. A convincere gradualmente di questa tesi sono tutta una serie di trucchi. Innanzi tutto quelli visivi, e in particolar modo due: i vestiti dei bambini che giocano nel prato e i vicoli labirintici di Mombasa. Durante l’inseguimento che si svolge in quest’ultima città, una telecamera riprende Cobb dall’alto, svelando una serie intricata di strade, insomma un labirinto, proprio come quelli progettati dal team di Cobb nella seconda parte del film. Sempre nella stessa scena Cobb rimane per alcuni secondi incastrato tra due muri vicinissimi: si tratta di una delle più comuni situazioni che si possono verificare durante un sogno. I vestiti dei bambini sono un trucco ancora più decisivo, perché il loro effetto è ampliato dall’uso caratteristico che Nolan fa del flashback in questo film. A questo proposito è opportuno aprire una parentesi. Quello che Nolan fa, sostanzialmente da Batman Begins in poi, è inserire nelle scene delle immagini che descrivono visivamente ciò che un personaggio sta dicendo o pensando. Nei due Batman e in The Prestige si tratta generalmente di pochi attimi, che possono o mostrare frammenti di scene passate, o momenti del tutto nuovi. Questa tecnica non influisce sulla continuità narrativa della scena, e deve infatti essere ben distinta dall’uso della narrazione a segmenti indipendenti e alternati che Nolan fa in Memento, The Prestige e nella prima metà di Batman Begins. Nel caso di Inception, come in quello di The Dark Knight, la narrazione è sempre lineare, ma scene del passato di Cobb vengono mostrate nei momenti in cui questi si confida con Ariadne. In più di un’occasione si può parlare di vero e proprio flashback, poiché la voce fuori campo di Cobb che racconta l’episodio ad Ariadne scompare per lasciare spazio al dialogo del flashback stesso. Un esempio è la scena del suicidio di Mal. La particolarità dell’utilizzo di questo tipo di flashback in Inception è che il passato di Cobb ci viene svelato solo un frammento alla volta, e più si va avanti, più il montaggio svela inquadrature e scene che nei flashback precedenti ci erano state nascoste. I figli di Cobb compaiono sia nei flashback brevi, sia in quelli lunghi, sia nei vari livelli di sogno come proiezioni generate dal subconscio di Cobb. In tutte queste loro manifestazioni, essi hanno gli stessi vestiti dell’ultima volta che Cobb li ha visti nel giardino di casa. In questo modo Nolan si assicura che memorizziamo bene la loro immagine, in modo da rendere l’inganno finale più convincente. Nell’ultima scena, infatti, almeno nove spettatori su dieci giureranno che i figli di Cobb indossano gli stessi vestiti del resto del film, con ciò avvalorando la tesi del sogno. Non è così, i due bambini sono chiaramente più grandi (infatti sono attori diversi) e indossano vestiti molto simili, ma indiscutibilmente diversi.<br />
Questi sono solo due esempi, ma se ne possono citare altri. Ad esempio nella scena del suicidio Mal non è nella stanza, ma nella stanza di fronte, cosa molto strana che ci induce a dubitare sulla realtà della scena. Ugualmente Cobb è inseguito dagli uomini della Cobol (per i quali ha fallito il colpo all’inizio del film) come se si trattasse di proiezioni in un sogno.<br />
Ma gli inganni di Inception non sono solo visivi. Anche i dialoghi sono costruiti in modo tale da farci sospettare che il film sia tutto un sogno, e che più che lineare la sua struttura sia semmai ciclica. Quando Saito propone a Cobb il lavoro mentre questi scende dal suo elicottero, i due si dicono:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Cobb</strong>: <em>If I were to do this, if I even could do it, I’d need a guarantee. How do I know you can deliver?</em><br />
<strong>Saito</strong>: <em>You don’t. But I can. So, do you want to take a leap of faith? Or become an old man, filled with regret, waiting to die alone?</em></p>
<p style="text-align:justify;">Nel resto del film Saito e Cobb hanno altri scambi di battute in cui ripetono queste stesse parole, spesso concludendo l’uno la frase dell’altro. Fin qui nulla di strano. La scena in cui Cobb recupera Saito nel Limbo, tuttavia, presenta alcune stranezze. Nel segmento della scena che vediamo in apertura di film, infatti, Saito dice:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Saito</strong>: <em>Are you here to kill me? I know what this [the top] is. I&#8217;ve seen one before many, many years ago. It belonged to a man I met in a half-remembered dream. A man possessed of some radical notions.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Nel segmento che vediamo a fine film, invece:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Saito</strong>: <em>Have you come to kill me? I&#8217;m waiting for someone.</em><br />
<strong>Cobb</strong>: <em>Someone from a half-remembered dream.</em><br />
<strong>Saito</strong>: <em>Cobb? Impossible. We were young men together. I&#8217;m an old man.</em><br />
<strong>Cobb</strong>: <em>Filled with regret&#8230;</em><br />
<strong>Saito</strong>: <em>&#8230;waiting to die alone.</em><br />
<strong>Cobb</strong>: <em>I&#8217;ve come back for you, to remind you of something. Something you once knew, that this world is not real.</em><br />
<strong>Saito</strong>: <em>To convince me to honor our arrangement.</em><br />
<strong>Cobb</strong>: <em>To take a leap of faith, yes. Come back, so we can be young men together again. Come back with me. Come back&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Come si vede l’inizio della scena è leggermente discordante, in questo caso addirittura è Cobb a fare sua una frase che all’inizio del film era pronunciata da Saito.</p>
<p style="text-align:justify;">In modo altrettanto strano, prima di suicidarsi Mal prega Cobb di gettarsi con lei:</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Mal</strong>: <em>I&#8217;m asking you to take a leap of faith.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Cioè fa sua un’espressione introdotta nel film da Saito, e per giunta in un flashback. Secondo molti tutto ciò non fa che avvalorare la tesi del sogno, ma a me sembra evidente che Nolan giochi con le parole e con le immagini all’unico scopo di farci dubitare.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>INCEPTION E I TOTEM, OVVERO PERCHE&#8217; ALLA FINE LA TROTTOLA CADRA&#8217;</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nel film si sottolinea a più riprese l’importanza del totem per il suo possessore. Questo ci porta a focalizzarci sul comportamento della trottola, e distoglie la nostra attenzione da altri particolari. Volendo, infatti, si potrebbe dire che il vero totem di Cobb non è la trottola, ma sono i suoi figli, di cui nei sogni non riesce mai a vedere i volti. Nella scena finale Cobb si disinteressa della trottola perché il volto dei figli è sufficiente a fargli capire di essere nella realtà.<br />
Allo stesso modo Nolan inserisce nel film un elemento che ci consente, senza errori, di distinguere tra sogno e realtà: è quello che potremmo considerare il totem dello spettatore. È la fede di Cobb. Poiché Cobb indossa la fede solo nei sogni, in quanto in essi Mall è ancora viva, questo ci consente di affermare che le scene di Tokyo, Parigi e Mombasa corrispondono effettivamente alla realtà. Ma allora, vi chiederete, Cobb indossa o no la fede nella scena finale? Essendo Christopher Nolan uno stramaledetto genio, quella finale è l’unica scena che non fornisce un’inquadratura chiara della mano sinistra di Cobb. Di conseguenza, sebbene la fede consenta di affermare che il film non è tutto un sogno, essa non ci consente di affermare in tutta sicurezza che la scena finale non è un sogno.<br />
Ma la grandezza di Inception sta anche qui. Una vera catarsi non è possibile se ci si affida solo alla ragione. A Cobb è sufficiente guardare negli occhi i suoi figli per convincersi di essere nel mondo reale. Il suo sguardo ci rivela che la sua odissea è terminata, che il suo lutto è superato e il senso di colpa rimosso.<br />
Siamo nel mondo reale? Cobb crede di sì, e di conseguenza dobbiamo crederci anche noi.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><em>So, do you want to take a leap of faith?</em></strong></p>
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		<title>Intervista a Chris Nolan #3/3</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 22:38:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/10/2467whc.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-39" title="2467whc" src="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/10/2467whc.jpg?w=497&#038;h=331" alt="" width="497" height="331" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Questa è l&#8217;ultima parte dell&#8217;intervista. &#8220;The Dark Knight&#8221; è secondo molti il miglior film tratto da un fumetto di sempre [personalmente dico sempre che "Batman Begins" è il miglior film tratto da un fumetto di sempre, "The Dark Knight" è molto di più, è uno dei migliori film in assoluto di sempre], e in questa intervista il regista mette in chiaro che concepisce il suo Batman come del tutto diverso dall&#8217;affollato cinema sui supereroi di oggi.</p>
<p style="text-align:justify;">INTERVISTATORE: Chris, questa estate &#8220;Iron Man&#8221; e &#8220;The Incredible Hulk&#8221; hanno segnato l&#8217;inizio dell&#8217;era degli &#8220;incroci&#8221; nei film tratti dai fumetti, con la Marvel che ha messo enfasi sul fatto che i suoi eroi coesistono nello stesso mondo. La DC comics e la Warner Bros. potrebbero usare una simile strategia, specialmente se il progetto di film sulla Justice League è portato avanti. Questo ti riguarda? La tua Gotham non sembra adatta a questa cosa.<br />
NOLAN: Non penso che il nostro Batman, la nostra Gotham, si presti a questo tipo di influssi incrociati. Questo risale a una delle prime cose che abbiamo discusso quando abbiamo cominciato a mettere insieme la storia: E&#8217; questo un mondo in cui i fumetti esistono già? E&#8217; questo un mondo in cui i supereroi esistono già? Se pensi al nostro &#8220;Batman Begins&#8221; e alla filosofia di questo personaggio che cerca di reinventarsi come un simbolo, abbiamo assunto la posizione secondo cui i supereroi semplicemente non esistono. Se Bruce sapesse di Superman o anche solo dei fumetti, allora questo cambia del tutto la sua decisione di mettersi un costume e tentare di diventare un simbolo. Nelle sue prime apparizioni Batman inventa se stesso come una creazione del tutto originale.<br />
I: Questo non si presta a vederlo aggrapparsi ad una fune tra i grattacieli di Metropolis.<br />
N: No, infatti, è un universo del tutto diverso. E&#8217; un modo di vedere le cose diverso. Ora questo [la coesistenza di diversi eroi, tipo Batman e Superman] è stato fatto con molto successo nei fumetti, e non lo discuto come approccio. Semplicemente non è l&#8217;approccio che abbiamo preso noi. Dovevamo fare una scelta per &#8220;Batman Begins&#8221;.<br />
I: Un percorso diverso&#8230;<br />
N: Sì, del tutto diverso. Avrebbe dato un significato del tutto diverso alla scelta di Bruce di lasciare Gotham e tornare per indossare un costume ecc. Cosa significava per Bruce, cosa voleva ottenere? Non è stato influenzato da altri supereroi. Ovviamente, si vede in questo film cosa siamo riusciti a fare col Joker: lui è in grado di essere molto teatrale perché Batman è stato per lui un esempio di teatralità a Gotham. La premessa di questo è che Batman aveva creato qualcosa di totalmente originale. A essere onesti, siamo andati anche più in là dei fumetti su questo punto. Non ricordo a che punto nella storia dei fumetti, ma c&#8217;era l&#8217;idea che Batman fosse un fan di Zorro da bambino. Credo che sia molto indietro nei fumetti.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Mi ricordo un cinema con i cartelloni di un film di Zorro in &#8220;The Dark Knight Returns&#8221; di Frank Miller del 1986&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">N: E&#8217; molto prima di quello. Ne sono piuttosto sicuro. Dovrò chiederlo a Paul Levitz [Presidente della DC comics], ma mi pare che sia molto indietro&#8230; comunque, noi abbiamo cambiato quel punto. Non abbiamo mostrato il giovane Bruce che va a vedere Zorro al cinema, perché un personaggio in un film che va a vedere un film è molto diverso da un personaggio in un fumetto che va a vedere un film. Un personaggio dei fumetti che legge un fumetto è più simile ad un personaggio in un film che va a vedere un film. Crea un elemento di decostruzione che volevamo evitare. Questa era una delle ragioni. Ma un&#8217;altra ragione era di rimuovere Zorro come modello. Non volevamo niente a contraddire l&#8217;idea che la decisione di Bruce di mettere in atto questo bizzarro piano di mettersi una maschera fosse tutta sua. Così abbiamo rimpiazzato Zorro con i pipistrelli per consolidare l&#8217;idea della paura di Bruce e il simbolismo associato ai pipistrelli.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Cosa che hai fatto con Bruce e i genitori all&#8217;opera a vedere &#8220;Die Fledermaus&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">N: Esattamente.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Hai detto che non sei sicuro di quale sarà il tuo prossimo progetto. Ma chiaramente la Warner guarda a Batman come a una parte essenziale del suo business, forse ora più che mai, e ci sono pressioni di mercato su di loro per mettere in agenda il prossimo capitolo della serie. Stai avendo molte pressioni per decidere?</p>
<p style="text-align:justify;">N: Sono stati estremente gentili. Ho un rapporto molto buono con lo studio. Sanno che avevo davvero bisogno di prendermi una vacanza e del tempo per decidere cosa fare dopo. Hanno avuto molto rispetto di questo, il che è una delle ragioni per cui mi piace lavorare con la Warner.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Le nominations per gli Oscar saranno annunciate a Gennaio. Quanto significativo sarebbe per il cast e la troupe di &#8220;The Dark Knight&#8221; se Heath Ledger fosse nominato come non-protagonista?</p>
<p style="text-align:justify;">N: La cosa che è sempre stata importante per me alla luce della morte di Heath era la responsabilità che sentivo verso il suo lavoro. La responsabilità di completare il film in modo tale che la sua performance risultasse come lui l&#8217;aveva intesa. Così è stato. Questa è una delle ragioni per cui sono così orgoglioso di questo film. Ho sentito un grande sollievo quando la gente ha cominciato a vedere la performance di Heath. E&#8217; facile dimenticare, con tutto quello che è successo, che enorme sfida è stata per Heath interpretare questo ruolo così iconico. Ha accettato questa sfida in modo così ammirevole che ogni espressione di eccitazione della gente verso la sua performance è meravigliosa. Qualsiasi forma assume. E&#8217; stato, questo, già molto gratificante per tutti noi. Tutto ciò che verrà in più sarà stupendo.</p>
<p style="text-align:justify;">Fine 3/3</p>
<p><a href="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/10/dk0054ew6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-40" title="dk0054ew6" src="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/10/dk0054ew6.jpg?w=497&#038;h=331" alt="" width="497" height="331" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/adarkknight.wordpress.com/38/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/adarkknight.wordpress.com/38/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=adarkknight.wordpress.com&amp;blog=4412708&amp;post=38&amp;subd=adarkknight&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Chris Nolan #2/3</title>
		<link>http://adarkknight.wordpress.com/2008/10/29/intervista-a-chis-nolan-23/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 15:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Newland</dc:creator>
				<category><![CDATA[The Dark Knight]]></category>
		<category><![CDATA[Batman]]></category>
		<category><![CDATA[Batman Begins]]></category>
		<category><![CDATA[Chistopher Nolan]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Bale]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa è la seconda parte dell&#8217;intervista a Christopher Nolan. Ho chiesto al regista londinese di prendere una scena nel film che lui considera come il momento essenziale. Ha risposto molto in fretta. NOLAN: A essere onesto, è molto facile per me. La scena che è così importante e centrale per me è la scena dell&#8217;interrogatorio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=adarkknight.wordpress.com&amp;blog=4412708&amp;post=24&amp;subd=adarkknight&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://latimesblogs.latimes.com/herocomplex/images/2008/10/28/christopher_nolan_in_shadows_by_liz.jpg" alt="" width="482" height="320" /></p>
<p style="text-align:justify;">Questa è la seconda parte dell&#8217;intervista a Christopher Nolan. Ho chiesto al regista londinese di prendere una scena nel film che lui considera come il momento essenziale. Ha risposto molto in fretta.</p>
<p style="text-align:justify;">NOLAN:  A essere onesto, è molto facile per me. La scena che è così importante e centrale per me è la scena dell&#8217;interrogatorio tra Batman e il Joker.</p>
<p style="text-align:justify;">INTERVISTATORE: A che punto della produzione l&#8217;avete girata?</p>
<p style="text-align:justify;">N: Sul set l&#8217;abbiamo girata abbastanza presto. In realtà è stata una delle prime cose che Heath ha fatto come Joker. Mi disse che era alquanto eccitato di fare una scena così importante, una delle scene focali del Joker, all&#8217;inizio, nelle prime tre settimane di riprese lunghe sette mesi. A me e a lui piaceva l&#8217;idea di tuffarsi dentro e basta, come anche a Christian. Avevamo provato la scena poche volte, un paio di volte in pre-produzione giusto per avere la sensazione di come avrebbe funzionato. Nessuno di loro due voleva spingersi troppo in là con le prove. Hanno dovuto provare molto il combattimento, ma anche con quello abbiamo cercato di lascare qualcosa all&#8217;improvvisazione. Eravamo tutti molto eccitati di cominciare con un bel pezzo di dialogo e questa grande intensa scena tra i due iconici personaggi. Era alquanto bizzarro vedere Batman dall&#8217;altra parte del tavolo del Joker. In realtà potrei parlare di questa scena per ore.<br />
Avevamo molto tempo per girarla, perchè era l&#8217;inizio delle riprese. Molto spesso, quando ti metti a fare altre cose e procedi verso la fine delle riprese, le cose possono diventare molto frenetiche. Ma tendi a organizzare le prime cinque settimane in modo molto generoso per dare alla troupe e agli attori e a me stesso il tempo per ambientarci. Così avevamo un paio di giorni per girarla.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Puoi descrivere a memoria quei giorni?</p>
<p style="text-align:justify;">N: Era un grande set costrito in una location. Aveva il vantaggio di sentirsi in un posto vero. Nathan Crowley, il production designer, aveva costruito questi grandi specchi e questa lunga stanza piastrellata che mi piaceva un sacco guardare; aveva quasi l&#8217;aspetto di un mattatoio o roba simile. Questo alimentava la brutalità della scena. Volevamo essere molto al limite, molto brutali. Volevamo che fosse il punto in cui Batman è davvero messo alla prova dal Joker e vedi che il Joker è davvero capace di insinuarsi dentro la pelle di chiunque. Lo realizzo ora &#8211; prima non ci avevo pensato &#8211; che in quella scena sono sintetizzati tutti i diversi elementi in cui io sono interessato come regista. La scena comincia tra Gary Oldman e Heath con le luci spente, e Wally Pfister ha letteralmente illuminato la scena solo con la lampada da tavolo e nient&#8217;altro. E poi quando la luce si accende Batman compare e il resto della scena si svolge con la massima esposizione alla luce. Ma in questa intensa luce che ci lasciava muovere in ogni direzione, avevamo una camera a mano e riprendevamo quello che volevamo in modo molto spontaneo. Per me, dal punto di vista creativo significava invertire le attese. Abbiamo visto così tante di queste scene di interrogatorio dove a qualcuno viene fatto il terzo grado. Volevamo completamente sbattergliela in faccia e avere una luce accecante che mostra il trucco del Joker e il suo sciogliersi. Il costume di Batman è stato completamente ridisegnato per questo film. E a differenza del costume di &#8220;Batman Begins&#8221; questo è capace di essere mostrato in grande dettaglio. Il costume sembrava molto più reale e funzionale stavolta. L&#8217;intera scena mostra qualcosa di reale e brutale.</p>
<p style="text-align:justify;">I: C&#8217;è una notevole componente fisica nel lavoro degli attori in quella scena. Sono presenze così diverse nella stanza: Christian è una grande massa nera di furia contenuta e Heath ha questa strana forma agile e sottile&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><a href="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/10/batman_grabs_joker.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-29" title="batman_grabs_joker" src="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/10/batman_grabs_joker.jpg?w=497&#038;h=324" alt="" width="497" height="324" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">N: Sì, e penso che lo si cominci a vedere anche all&#8217;inizio della scena dove tutto è ripreso da vicino. Ci sono stretti primi piani con un movimento molto piccolo della macchina da presa. Cominciamo in un modo molto controllato, ma anche in quel frangente, il modo in cui Heath si muove è indicativo. Cercavamo di seguirlo con la camera ma era difficile. Vedi chiarimenti i suoi movimenti avanti e indietro col busto e la testa. Hai un senso di stranezza. Dall&#8217;altra parte invece c&#8217;è Batman, seduto, molto controllato. C&#8217;è un punto in cui scoppia in tutta la sua forza fisica e trascina il Joker dall&#8217;altra parte del tavolo. A quel punto abbiamo preso la telecamera a mano e da lì in poi abbiamo ripreso il resto della scena con quella per rendere tutto molto spontaneo. Avevano provato i colpi e le cadute molte volte, ma comunque abbiamo lasciato che gli attori improvvisassero qualcosa in mezzo a tutto quello. Non ho mai visto nessuno incassare un pugno come fa Heath con Christian. Abbiamo ottenuto la violenza che volevamo. Quello che sentivo davvero importante dal punto di vista creativo per la scena era mostrare Batman che va troppo oltre. In effetti lo vediamo torturare qualcuno per avere informazioni perché la faccenda è per lui diventata personale.<br />
Christian e io durante &#8220;Batman Begins&#8221; abbiamo cercato a lungo di trovare un momento in quel film dove davvero temi che Batman vada troppo in là con la violenza. Un momento dove la sua rabbia può esplodere e fargli infrangere le sue regole. Non abbiamo trovato quel momento allora. Semplicemente non era lì in quella storia. C&#8217;era molta forza e aggressione, ma la storia non conteneva un elemento tale da fargli perdere il controllo. Quello che il Joker fornisce nel secondo film è il fatto che la sua intera motivazione è quella di spingere le persone a violare i propri principi. E Batman ovviamente da una tale importanza alle sue regole, alla sua morale. E&#8217; quello che nella sua concezione lo distingue da un comune vigilante. Il Joker è capace di fargli mettere in dubbio il suo approccio e le sue azioni.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Nel primo film, i momenti più memorabili di intensa aggressione sono più teatrali, fatti in modo calcolato per spaventare le persone. Il primo film sembra essere sulla paura di Batman, il secondo sulla sua rabbia.</p>
<p style="text-align:justify;">N: Esattamente. Per questo non abbiamo mai trovato quel momento di pericolo in cui Batman è sul punto di andare troppo in là. La rabbia è davvero una un elemento centrale della storia in &#8220;The Dark Knight&#8221;, e quella scena dell&#8217;interrogatorio è il fulcro intorno a cui l&#8217;intero film ruota. Batman scopre molte cose su se stesso in quella scena. Sono stato molto soddisfatto dal modo in cui Christian ha mostrato la sua rabbia in quella scena. Ed è perfettamente bilanciata con i modi controllati di Gordon. Anche se tutti si ricordano di Batman e Joker, Gordon svolge un ruolo molto importante nel permettere che l&#8217;interrogatorio abbia luogo. E poi mentre guarda dallo specchio lui vede il momento esatto in cui Batman va troppo lontano. Conosce Batman abbastanza da riconoscerlo. Cerca di entrare, ma Batman ha bloccato la porta. E alla fine della scena penso che Heath abbia trovato l&#8217;esatta essenza della minaccia del Joker: viene preso a pugni in faccia e continua a ridere e a mostrare piacere. Non c&#8217;è nulla che tu possa fare. Quando dice a Batman &#8220;Non te ne fai nulla di tutta la tua forza&#8221;. C&#8217;è questa sorta di impotenza del forte, muscoloso e armato Batman. Non c&#8217;è nessun modo di usare il suo potere in modo utile in questa scena. E poi ho amato come Christian ha interpretato la fine della scena: quando lascia cadere il Joker dopo che questi gli ha dato gli indirizzi, Batman realizza la futilità di quello che ha fatto. Lo vedi nei suoi occhi. Come combatti qualcuno che vive di aggressione?</p>
<p style="text-align:justify;">Fine 2/3</p>
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/adarkknight.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/adarkknight.wordpress.com/24/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=adarkknight.wordpress.com&amp;blog=4412708&amp;post=24&amp;subd=adarkknight&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Intervista a Chris Nolan #1/3</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 14:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Newland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nolan agli Scream 2008 Awards Questa è la prima di un&#8217;intervista in tre parti con Christopher Nolan, regista dell&#8217;enorme successo estivo &#8220;The Dark Knight&#8221;, che ha incassato 528 Milioni di $ nei soli USA (secondo risultato di sempre dopo &#8220;Titanic&#8221;) e si avvicina a quota 1 Miliardo di $ in tutto il mondo (quarto di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=adarkknight.wordpress.com&amp;blog=4412708&amp;post=20&amp;subd=adarkknight&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img src="http://latimesblogs.latimes.com/herocomplex/images/2008/10/27/christopher_nolan_accepting_at_spik.jpg" alt="Nolan agli Scream 2008 Awards" width="482" height="323" />Nolan agli Scream 2008 Awards</p>
<p style="text-align:justify;">Questa è la prima di un&#8217;intervista in tre parti con Christopher Nolan, regista dell&#8217;enorme successo estivo &#8220;The Dark Knight&#8221;, che ha incassato 528 Milioni di $ nei soli USA (secondo risultato di sempre dopo &#8220;Titanic&#8221;) e si avvicina a quota 1 Miliardo di $ in tutto il mondo (quarto di sempre). Ve l&#8217;ho tradotta appositamente&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Il 38enne regista è tornato a casa a Los Angeles dopo una lunghissima vacanza in Florida, da dove ha potuto contemplare il grande successo del film, e le molte voci sulla possibilita di vittoria di alcune statuette alla prossima notte degli Oscar. In questa prima parte Nolan parla delle interpretazioni politiche del film, dei piani per il futuro, e del successo record.</p>
<p style="text-align:justify;">INTERVISTATORE: Mi dica una delle sue sorprese dopo l&#8217;uscita del film.</p>
<p style="text-align:justify;">NOLAN: E&#8217; divertente, mi hanno chesto tutti della lettura politica del film. Respingo tutte quelle analogie (ride). E&#8217; davvero qualcosa a cui non pensiamo quando mettiamo insieme la storia con David Goyer e Johnathan [Nolan]. Ad esempio nella scena dell&#8217;interrogatorio con Batman e il Joker non c&#8217;è un senso politico di per sè, ma mi interessava far sì che gli attori esplorassero il paradosso del combattere con la forza qualcuno che vive di aggressione e violenza. Noi cerchiamo di lavorare su una scala realistica e universale. Se lo facciamo bene le persone potranno trarre differenti interpretazioni da una scena a seconda di chi sono. Permettiamo allo spettatore di sedersi e &#8220;leggere&#8221; Batman e il suo dilemma in un modo o in un altro a seconda che sia Repubblicano o Democratico o che so io&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">I: &#8220;The Dark Knight&#8221; si avvicina al Miliardo di $. Come si sente in relazione a tale successo?</p>
<p style="text-align:justify;">N: Onestamente è sconcertante. E&#8217; terrificante ma allo stesso tempo un po&#8217; astratto, i numeri sono così grandi. La cosa che mi emoziona di più, vista l&#8217;enorme quantità di persone che sono andate al cinema a vedere &#8220;TDK&#8221;, è come questo film sia riuscito a stare sulle spalle di &#8220;Batman Begins&#8221;, come siamo riusciti a far crescere la storia e gli spettatori. Costruire un così grande fenomeno è estremamente gratificante. Cioè, ora ho passato sei anni a lavorare a film di Batman. Diventa una parte importante della tua vita, diventi ossessivo sull&#8217;argomento ed è divertente quando ci sono altri che condividono la tua ossessione e vanno a vedere il film una dozzina di volte [tipo me, che comunque mi son fermato a 6]. Non ti sembra possibile. C&#8217;è un che di liberatorio nel sapere che il mio prossimo film, qualsiasi esso sarà, non farà così tanti soldi (ride)!</p>
<p style="text-align:justify;">I: Guardando &#8220;The Dark Knight&#8221; è molto facile immaginare il Joker che torna a Gotham, dal momento che il suo destino resta irrisolto. Quando scrivevi il film immaginavi di far tornare il Joker in un terzo capitolo?</p>
<p style="text-align:justify;">N: No, davvero e onestamente. Io penso solo ad un film alla volta. Mi trovo a ribadirlo un sacco di volte. Non abbiamo mai tentato di salvare nulla per un sequel o di mettere qualcosa per anticiparlo. Questo sembra improbabile per alcune persone, in particolare con &#8220;Batman Begins&#8221; che si concludeva con l&#8217;anticipazione del Joker. Ma per me era solo un modo per far sì che lo spettatore lasciasse la sala con un senso di eccitazione e con i personaggi tutti maturi e all&#8217;azione. Ecco perchè avevamo il titolo alla fine: Batman Begins andava inteso in senso letterale da quel punto. Poi abbiamo pensato a dove i personaggi potessero andare. Abbiamo fatto del nostro meglio per mettere in questo film tutto quello che volevamo veder fare al Joker. Volevamo mostrare il vicolo cieco in cui Batman e il Joker si trovano: sono imprigionati in una lotta senza fine a causa delle regole di Batman. Batman non ucciderà. E il Joker non è interessato a scofiggere definitivamente Batman perchè è affascinato da lui e si diverte a lottarci. Questo era il senso. Poi quello che è successo è che Heath ha creato il personaggio straordinario su cui vorresti vedere 10 film. Questa è la cosa amara.</p>
<p style="text-align:justify;">I: Dopo la gigantesca e militaresca operazione di marketing di &#8220;The Dark Knight&#8221; ti senti portato verso qualcosa di più piccolo per la tua prossima produzione?</p>
<p style="text-align:justify;">N: Da una parte sì. Dopo &#8220;Batman Begins&#8221; mi sentivo di fare qualcosa di più piccolo, ma una delle cose che mi entusiasmavano sul fare &#8220;The Dark Knight&#8221; era sin dall&#8217;inizio il fatto di girare in Imax, creare quella enorme prospettiva e raggiungere quella qualità &#8220;larger-than-life&#8221;. Quindi ora c&#8217;è molto divertimento. Sono spinto in entrambe le direzioni. Forse quello che ho bisogno di fare è una storia piccola e intima fotografata su scala ridicolmente grande. O viceversa. (ride)</p>
<p style="text-align:justify;">I: Non ho idea di che voglia dire.</p>
<p style="text-align:justify;">N: Sì, nemmeno io. (ride)</p>
<p style="text-align:justify;">I: Davvero puoi imaginare di non fare il terzo film della serie di Batman?</p>
<p style="text-align:justify;">N: Beh&#8230; fammi pensare a come risponderti. Ci sono due cose da dire. La prima è l&#8217;enfasi sulla storia. Qual&#8217;è la storia [del terzo film]? C&#8217;è una storia capace di tenermi emozionalmente catturato per i due anni necessari per fare un altro film? Questa è la domanda fondamentale. Su un livello più superficiale, ho una domanda da fare: quanti buoni terzi film in una serie si possono nominare? Già nel fare il secondo film avevamo la sfida di fare un buon secondo film, e ce ne sono stati pochi anche di quelli. Dipende tutto dalla storia in realtà. Se la storia è lì, tutto è possibile. Spero sia stata una buona risposta.</p>
<p style="text-align:justify;">Fine 1/3</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, che conclusioni trarre? Proviamo:</p>
<p style="text-align:justify;">1) Nolan fa lo gnorri dopo aver riempito The Dark Knight di riferimenti all&#8217;attualità politica e averlo trasformato nel film definitivo sull&#8217;era post-11 settembre. Lo fa perchè è lui stesso imbarazzato dalla sua genialità. Normalissimo.</p>
<p style="text-align:justify;">2) The Dark Knight è un film finito. Questo lo sapevamo già. Anche Batman Begins lo era, ed entrambi possono essere considerati indipendenti e a sè stanti. Per intendersi, quando si parla di trilogia di Batman non si parla di trilogia alla Signore degli Anelli, dove se vedi (senza addormenterti) Le Due Torri e basta non capisci una mazza e per giunta la storia non finisce. The Dark Knight si vede anche senza Batman Begins. Inoltre la storia di Batman è una tabula rasa, non va verso un finale preordinato, come la distruzione dell&#8217;anello o la resisteza alle macchine guidata da John Connor nei Terminator.</p>
<p style="text-align:justify;">3) Proprio per questo motivo è possibile fare un terzo film, solo che, come dice Nolan, bisogna trovare una storia altrettanto appassionante.</p>
<p style="text-align:justify;">4) Personalmente ne concludo che il film verrà fatto, ma finchè Nolan non sarà certo di aver scritto qualcosa di davvero meritevole non dirà nulla a proposito. Questo ne fa un grande regista e non un venduto alla Warner, perchè potrebbe fare il film anche senza pensarci troppo e incasserebbe comunque visto il successo di TDK, mentre lui giustamente o è sicuro di fare un gran film, o non lo fa.</p>
<p style="text-align:justify;">5) Ne sappiamo quanto ieri&#8230; Cioè Nolan potrebbe fare un film diverso nel frattempo, o pensare solo ad una storia per il prossimo Batman.</p>
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		<title>A Dark Knight</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2008 22:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Newland</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Dark Knight vuole essere, almeno nelle intenzioni, poi si vedrà, un blog dedicato non solo al Batman di Christopher Nolan, ma ai film del regista in generale, e soprattutto al cinema, alle ultime notizie sui film già usciti e su quelli in post-produzione, pre-produzione, o che sono stati semplicemente annunciati, ma anche sugli attori, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=adarkknight.wordpress.com&amp;blog=4412708&amp;post=9&amp;subd=adarkknight&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Dark Knight vuole essere, almeno nelle intenzioni, poi si vedrà, un blog dedicato non solo al Batman di Christopher Nolan, ma ai film del regista in generale, e soprattutto al cinema, alle ultime notizie sui film già usciti e su quelli in post-produzione, pre-produzione, o che sono stati semplicemente annunciati, ma anche sugli attori, senza contare recensioni sui film appena visti. Non so con che frequenza scriverò, forse dipenderà dalle visite o dai commenti o dal tempo e dalla voglia&#8230;</p>
<p>Comunque comincio con la recensione del film che ha ispirato questo blog, cercando di darvi un&#8217;idea di quello che per me ha significato.</p>
<p><em>The Dark Knight</em> è un capolavoro, una pietra miliare del cinema moderno, con cui qualsiasi regista che d&#8217;ora in poi vorrà raccontare di mafia, criminalità, amore o anche solo di supereroi dovrà confrontarsi.</p>
<p>Che Nolan fosse un genio già si sapeva. Vidi <em>Insomnia</em> al cinema, quando uscì, e anche se non sapevo nulla del regista e dei film in genere, mi piacque. Vidi <em>The Prestige</em> quando uscì, e anche se non lo apprezzai subito pienamente, ora sono convinto che sia un&#8217;opera estremamente sottile e intelligente, senza dubbio il miglior film di Nolan (fino a pochi giorni fa). Quando Alfred Borden esce dal teatro dove lavora come aiutante e incontra Sarah e suo nipote sulle scale, mostra a quest&#8217;ultimo un gioco di destrezza con una moneta che, guarda caso, ha due facce identiche, due teste&#8230; La sola cosa che la differenzia dalla moneta di Harvey Dent è che l&#8217;una ha due facce della regina Vittoria, l&#8217;altra due facce della Libertà personificata. Che Nolan abbia voluto mostrarci che questo film è il seguito di <em>The Prestige</em> e non di <em>Batman Begins</em>, perchè mostra di nuovo e più in fondo a quali tristi conseguenze l&#8217;ambizione e la sfida con un avversario alla tua altezza portano inevitabilmente? Vidi <em>Memento</em> la scorsa estate e capii che i fratelli Nolan non sono solo un duo che riesce a conquistare tanto la critica quanto il grande pubblico, ma anche i maggiori sceneggiatori al mondo. Vidi <em>Following</em>, debutto del regista, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno, e lo considero nel suo piccolo un lavoro visionario che racchiude già l&#8217;essenza del cinema di Nolan: il rapporto con l&#8217;azione criminosa (in ogni film di Nolan c&#8217;è almeno un omicidio), con le forze dell&#8217;ordine (in ogni film di Nolan c&#8217;è almeno un poliziotto), il tema del doppio ecc&#8230; Poi c&#8217;è <em>Batman Begins</em>, che vidi per la prima volta nella sua interezza lo scorso ottobre. Quale modo migliore di riportare alla ribalta il migliore personaggio dei fumetti mai esistito?</p>
<p>Recensire <em>The Dark Knight</em> facendo un parallelo con <em>Batman Begins</em> porterebbe fuori strada. Sì perchè questo film supera il suo predecessore sotto ogni aspetto.</p>
<p>Fare una classifica degli attori non è facile. Ledger spicca su tutti ovviamente, ma gli altri stanno al passo. Bale non fa l&#8217;interpretazione migliore della sua carriera, ma essendo i migliore attore del mondo quello che riesce a fare basta e avanza. Oldman stavolta ha più spazio e lo sfrutta dando prova di quel grande attore che è.</p>
<p>Wally Pfister, direttore della fotografia di Nolan fin da <em>Memento</em>, dimostra come al solito il suo talento, dalle riprese aeree diurne fino ai primi piani nelle più buie notti di Gotham City. Per lui ci sarà senz&#8217;altro la terza candidatura all&#8217;Oscar consecutiva, dopo <em>Batman Begins</em> e <em>The Prestige</em>. Speriamo che stavolta riesca anche a portare a casa la statuetta.</p>
<p>Hans Zimmer ha scritto per il Joker un tema che non ha pari nella storia delle colonne sonore. Un tema coraggioso, che solo i meno attenti possono definire rumore. Con questo score in sottofondo le riprese di Nolan acquistano quel valore aggiunto che le rende indimenticabili.</p>
<p>Nathan Crowley corona il suo impeccabile lavoro come production designer con quel gioiello per gli occhi che è il BatPod.</p>
<p>Lee Smith, già editor dei due precedenti film di Nolan, non chè di <em>Master &amp; Commander</em>, si supera nella scena dei tre contemporanei tentativi di omicidio da parte del Joker.</p>
<p>Johnatan Nolan, non tutti lo sanno, ha scritto col fratello <em>Memento</em> e <em>The Prestige</em>, ma non <em>Batman Begins</em>, e qui sta forse il primo vero valore aggiunto di questa pellicola. Quando i due fratelli scrivono assieme, qualcosa di magico esce dalle loro mani.</p>
<p>Christopher Nolan, non ci girerò intorno, è per me il miglior regista vivente. Un mese fa avrei ripetuto che Martin Scorsese, un regista che per me è sinonimo stesso di cinema, non aveva rivali. Ora non la penso così. Sì perchè <em>The Dark Knight</em> è più ambizioso, intelligente, drammatico ed emozionante di <em>The Departed</em>. La filmografia di Scorsese non ha pari, ma forse ha trovato un degno erede, e forse questo erede non è P.T. Anderson. Quando ho visto la sequenza della rapina all&#8217;inizio del film, a partire dalla camera che si avvicina al grattacielo fino alla fuga in autobus, mi sono seriamente chiesto quali altre scene avessi mai visto che potessero stare al passo di quella, e non ho trovato risposta. E&#8217; stato allora che ho capito di stare assistendo a uno degli eventi socialmente, culturalmente e artisticamente più alti dei nostri tempi.</p>
<p>Lo spettatore che si avvicina a questo film pensando di vedere l&#8217;ennesima avventura dell&#8217;uomo pipistrello non resta certo deluso, ma nemmeno può apprezzare la genialità di ciò che Nolan ha fatto. Prendi una cosa che tutti credono banale e fanne un&#8217;opera d&#8217;arte di qualità inestimabile. Facile fare il film più bello di tutti i tempi parlando di olocausto, guerra o disastri nautici&#8230; Ma con Batman? Impossibile. O forse no&#8230;</p>
<p>Quando si seppe che il seguito di <em>Batman Begins</em> si sarebbe intitolanto <em>The Dark Knight</em>, nessuno poteva immaginare quanto nell&#8217;oscurità Nolan si volesse spingere. Molto, evidentemente. Sì perchè stavolta dalla sala non si esce con un sentimento di speranza, esaltazione e trionfo, ma quasi di triste rassegnazione. Harvey Dent, l&#8217;uomo che la provvidenza sembrava aver mandato a redimere Gotham, l&#8217;uomo amato dalla gente, l&#8217;idealista che non si ferma di fronte a nulla per far trionfare la giustizia, diventa un criminale. <em>Hero today, gone tomorrow&#8230;</em> Rachel Dawes, la sola speranza di una vita normale per Bruce Wayne, si innamora dell&#8217;uomo che avrebbe permesso a Gotham di non avere più bisogno di Batman, e a Wayne di stare finalmente con lei. La sua decisione di sposare Dent è l&#8217;ennesimo boccone amaro del film. E Batman, Batman non è mai stato più perdente. Perde Dent, colui che doveva prendere il suo posto in seno alla vera giustizia. Perde Rachel, cioè quanto di meglio la vita aveva da offrirgli. Perde, infine, se stesso, e la consapevolezza di essere dalla parte giusta. Sì perchè Batman sembra provocare più danni di quanti ne risolva. Il Joker, questo indimenticabile e terrificante Ledger, questo agente del caos, non uccide per soldi, nè per onore, ma per gioco, per giocare con Batman, il suo alter-ego, l&#8217;altro mostro, la sua vera ragione di vita, senza il quale anche lui forse non saprebbe che fare. E così alla fine questi due personaggi geniali, così diversi e così simili, questi due numeri uno con il comune gusto per la teatralità, finiscono per completarsi a vicenda, sono l&#8217;uno la ragion d&#8217;essere dell&#8217;altro, l&#8217;uno lo specchio dell&#8217;altro.</p>
<p>Bruce sapeva cosa doveva diventare per fermare uomini come lui, e alla fine lo diventa davvero. Un uomo in fuga, ma non dalla polizia, piuttosto da se stesso, a chiedersi se davvero Gotham aveva bisogno di lui, di un cavaliere oscuro, o lui bisogno di Gotham.</p>
<p>Si parla già del terzo film. Nolan ha detto che per ora non ci ha pensato, e si gode il grande successo di TDK. Forse prima farà <em>The Prisoner</em>, di cui già da tempo si parla. Poi si dedicherà al terzo capitolo di questa fantastica trilogia, con che cattivi non è, al momento, dato sapere. Ledger, vivo nella finzione, ha lasciato questo mondo. Eckart, pronto a girare di nuovo con Nolan, è morto nella finzione&#8230; Ma non c&#8217;è da preoccuparsi. Nolan troverà il modo di superarsi, un&#8217;altra volta.</p>
<p>Sì perchè <em>ogni numero di magia è composto da tre parti, o atti. La prima parte è chiamata la Promessa: l&#8217;illusionista vi mostra qualcosa di ordinario, un mazzo di carte, un uccelino o un uomo</em> [Batman Begins]. <em>Vi mostra questo oggetto, magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare che sia davvero reale, inalterato, normale, ma ovviamente è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato la Svolta: l&#8217;illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario </em>[The Dark Knight]. <em>Ora, voi state cercando il segreto, ma non lo troverete, perchè in realtà non state davvero guardando, voi non volete saperlo, voi volete essere ingannati&#8230; Ma ancora non applaudite, perchè far sparire una cosa non è sufficiente, bisogna anche farla riapparire. Ecco perchè ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo il Prestigio</em> [?].</p>
<p>THE DARK KNIGHT</p>
<p>*****</p>
<p>23 luglio 2008</p>
<p><a href="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/08/final-shot-tdk.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-10" src="http://adarkknight.files.wordpress.com/2008/08/final-shot-tdk.jpg?w=497&#038;h=210" alt="" width="497" height="210" /></a></p>
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