Intervista a Chris Nolan #3/3

Questa è l’ultima parte dell’intervista. “The Dark Knight” è secondo molti il miglior film tratto da un fumetto di sempre [personalmente dico sempre che "Batman Begins" è il miglior film tratto da un fumetto di sempre, "The Dark Knight" è molto di più, è uno dei migliori film in assoluto di sempre], e in questa intervista il regista mette in chiaro che concepisce il suo Batman come del tutto diverso dall’affollato cinema sui supereroi di oggi.

INTERVISTATORE: Chris, questa estate “Iron Man” e “The Incredible Hulk” hanno segnato l’inizio dell’era degli “incroci” nei film tratti dai fumetti, con la Marvel che ha messo enfasi sul fatto che i suoi eroi coesistono nello stesso mondo. La DC comics e la Warner Bros. potrebbero usare una simile strategia, specialmente se il progetto di film sulla Justice League è portato avanti. Questo ti riguarda? La tua Gotham non sembra adatta a questa cosa.
NOLAN: Non penso che il nostro Batman, la nostra Gotham, si presti a questo tipo di influssi incrociati. Questo risale a una delle prime cose che abbiamo discusso quando abbiamo cominciato a mettere insieme la storia: E’ questo un mondo in cui i fumetti esistono già? E’ questo un mondo in cui i supereroi esistono già? Se pensi al nostro “Batman Begins” e alla filosofia di questo personaggio che cerca di reinventarsi come un simbolo, abbiamo assunto la posizione secondo cui i supereroi semplicemente non esistono. Se Bruce sapesse di Superman o anche solo dei fumetti, allora questo cambia del tutto la sua decisione di mettersi un costume e tentare di diventare un simbolo. Nelle sue prime apparizioni Batman inventa se stesso come una creazione del tutto originale.
I: Questo non si presta a vederlo aggrapparsi ad una fune tra i grattacieli di Metropolis.
N: No, infatti, è un universo del tutto diverso. E’ un modo di vedere le cose diverso. Ora questo [la coesistenza di diversi eroi, tipo Batman e Superman] è stato fatto con molto successo nei fumetti, e non lo discuto come approccio. Semplicemente non è l’approccio che abbiamo preso noi. Dovevamo fare una scelta per “Batman Begins”.
I: Un percorso diverso…
N: Sì, del tutto diverso. Avrebbe dato un significato del tutto diverso alla scelta di Bruce di lasciare Gotham e tornare per indossare un costume ecc. Cosa significava per Bruce, cosa voleva ottenere? Non è stato influenzato da altri supereroi. Ovviamente, si vede in questo film cosa siamo riusciti a fare col Joker: lui è in grado di essere molto teatrale perché Batman è stato per lui un esempio di teatralità a Gotham. La premessa di questo è che Batman aveva creato qualcosa di totalmente originale. A essere onesti, siamo andati anche più in là dei fumetti su questo punto. Non ricordo a che punto nella storia dei fumetti, ma c’era l’idea che Batman fosse un fan di Zorro da bambino. Credo che sia molto indietro nei fumetti.

I: Mi ricordo un cinema con i cartelloni di un film di Zorro in “The Dark Knight Returns” di Frank Miller del 1986…

N: E’ molto prima di quello. Ne sono piuttosto sicuro. Dovrò chiederlo a Paul Levitz [Presidente della DC comics], ma mi pare che sia molto indietro… comunque, noi abbiamo cambiato quel punto. Non abbiamo mostrato il giovane Bruce che va a vedere Zorro al cinema, perché un personaggio in un film che va a vedere un film è molto diverso da un personaggio in un fumetto che va a vedere un film. Un personaggio dei fumetti che legge un fumetto è più simile ad un personaggio in un film che va a vedere un film. Crea un elemento di decostruzione che volevamo evitare. Questa era una delle ragioni. Ma un’altra ragione era di rimuovere Zorro come modello. Non volevamo niente a contraddire l’idea che la decisione di Bruce di mettere in atto questo bizzarro piano di mettersi una maschera fosse tutta sua. Così abbiamo rimpiazzato Zorro con i pipistrelli per consolidare l’idea della paura di Bruce e il simbolismo associato ai pipistrelli.

I: Cosa che hai fatto con Bruce e i genitori all’opera a vedere “Die Fledermaus”.

N: Esattamente.

I: Hai detto che non sei sicuro di quale sarà il tuo prossimo progetto. Ma chiaramente la Warner guarda a Batman come a una parte essenziale del suo business, forse ora più che mai, e ci sono pressioni di mercato su di loro per mettere in agenda il prossimo capitolo della serie. Stai avendo molte pressioni per decidere?

N: Sono stati estremente gentili. Ho un rapporto molto buono con lo studio. Sanno che avevo davvero bisogno di prendermi una vacanza e del tempo per decidere cosa fare dopo. Hanno avuto molto rispetto di questo, il che è una delle ragioni per cui mi piace lavorare con la Warner.

I: Le nominations per gli Oscar saranno annunciate a Gennaio. Quanto significativo sarebbe per il cast e la troupe di “The Dark Knight” se Heath Ledger fosse nominato come non-protagonista?

N: La cosa che è sempre stata importante per me alla luce della morte di Heath era la responsabilità che sentivo verso il suo lavoro. La responsabilità di completare il film in modo tale che la sua performance risultasse come lui l’aveva intesa. Così è stato. Questa è una delle ragioni per cui sono così orgoglioso di questo film. Ho sentito un grande sollievo quando la gente ha cominciato a vedere la performance di Heath. E’ facile dimenticare, con tutto quello che è successo, che enorme sfida è stata per Heath interpretare questo ruolo così iconico. Ha accettato questa sfida in modo così ammirevole che ogni espressione di eccitazione della gente verso la sua performance è meravigliosa. Qualsiasi forma assume. E’ stato, questo, già molto gratificante per tutti noi. Tutto ciò che verrà in più sarà stupendo.

Fine 3/3

~ di pierrealdo su Ottobre 30, 2008.

Una Risposta to “Intervista a Chris Nolan #3/3”

  1. grazie mille pierrealdo, grande esclusiva!!!

    peccato che Nolan non abbia dato nessuna conferma sul futuro…

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