Intervista a Chris Nolan #1/3

Nolan agli Scream 2008 AwardsNolan agli Scream 2008 Awards

Questa è la prima di un’intervista in tre parti con Christopher Nolan, regista dell’enorme successo estivo “The Dark Knight”, che ha incassato 528 Milioni di $ nei soli USA (secondo risultato di sempre dopo “Titanic”) e si avvicina a quota 1 Miliardo di $ in tutto il mondo (quarto di sempre). Ve l’ho tradotta appositamente…

Il 38enne regista è tornato a casa a Los Angeles dopo una lunghissima vacanza in Florida, da dove ha potuto contemplare il grande successo del film, e le molte voci sulla possibilita di vittoria di alcune statuette alla prossima notte degli Oscar. In questa prima parte Nolan parla delle interpretazioni politiche del film, dei piani per il futuro, e del successo record.

INTERVISTATORE: Mi dica una delle sue sorprese dopo l’uscita del film.

NOLAN: E’ divertente, mi hanno chesto tutti della lettura politica del film. Respingo tutte quelle analogie (ride). E’ davvero qualcosa a cui non pensiamo quando mettiamo insieme la storia con David Goyer e Johnathan [Nolan]. Ad esempio nella scena dell’interrogatorio con Batman e il Joker non c’è un senso politico di per sè, ma mi interessava far sì che gli attori esplorassero il paradosso del combattere con la forza qualcuno che vive di aggressione e violenza. Noi cerchiamo di lavorare su una scala realistica e universale. Se lo facciamo bene le persone potranno trarre differenti interpretazioni da una scena a seconda di chi sono. Permettiamo allo spettatore di sedersi e “leggere” Batman e il suo dilemma in un modo o in un altro a seconda che sia Repubblicano o Democratico o che so io…

I: “The Dark Knight” si avvicina al Miliardo di $. Come si sente in relazione a tale successo?

N: Onestamente è sconcertante. E’ terrificante ma allo stesso tempo un po’ astratto, i numeri sono così grandi. La cosa che mi emoziona di più, vista l’enorme quantità di persone che sono andate al cinema a vedere “TDK”, è come questo film sia riuscito a stare sulle spalle di “Batman Begins”, come siamo riusciti a far crescere la storia e gli spettatori. Costruire un così grande fenomeno è estremamente gratificante. Cioè, ora ho passato sei anni a lavorare a film di Batman. Diventa una parte importante della tua vita, diventi ossessivo sull’argomento ed è divertente quando ci sono altri che condividono la tua ossessione e vanno a vedere il film una dozzina di volte [tipo me, che comunque mi son fermato a 6]. Non ti sembra possibile. C’è un che di liberatorio nel sapere che il mio prossimo film, qualsiasi esso sarà, non farà così tanti soldi (ride)!

I: Guardando “The Dark Knight” è molto facile immaginare il Joker che torna a Gotham, dal momento che il suo destino resta irrisolto. Quando scrivevi il film immaginavi di far tornare il Joker in un terzo capitolo?

N: No, davvero e onestamente. Io penso solo ad un film alla volta. Mi trovo a ribadirlo un sacco di volte. Non abbiamo mai tentato di salvare nulla per un sequel o di mettere qualcosa per anticiparlo. Questo sembra improbabile per alcune persone, in particolare con “Batman Begins” che si concludeva con l’anticipazione del Joker. Ma per me era solo un modo per far sì che lo spettatore lasciasse la sala con un senso di eccitazione e con i personaggi tutti maturi e all’azione. Ecco perchè avevamo il titolo alla fine: Batman Begins andava inteso in senso letterale da quel punto. Poi abbiamo pensato a dove i personaggi potessero andare. Abbiamo fatto del nostro meglio per mettere in questo film tutto quello che volevamo veder fare al Joker. Volevamo mostrare il vicolo cieco in cui Batman e il Joker si trovano: sono imprigionati in una lotta senza fine a causa delle regole di Batman. Batman non ucciderà. E il Joker non è interessato a scofiggere definitivamente Batman perchè è affascinato da lui e si diverte a lottarci. Questo era il senso. Poi quello che è successo è che Heath ha creato il personaggio straordinario su cui vorresti vedere 10 film. Questa è la cosa amara.

I: Dopo la gigantesca e militaresca operazione di marketing di “The Dark Knight” ti senti portato verso qualcosa di più piccolo per la tua prossima produzione?

N: Da una parte sì. Dopo “Batman Begins” mi sentivo di fare qualcosa di più piccolo, ma una delle cose che mi entusiasmavano sul fare “The Dark Knight” era sin dall’inizio il fatto di girare in Imax, creare quella enorme prospettiva e raggiungere quella qualità “larger-than-life”. Quindi ora c’è molto divertimento. Sono spinto in entrambe le direzioni. Forse quello che ho bisogno di fare è una storia piccola e intima fotografata su scala ridicolmente grande. O viceversa. (ride)

I: Non ho idea di che voglia dire.

N: Sì, nemmeno io. (ride)

I: Davvero puoi imaginare di non fare il terzo film della serie di Batman?

N: Beh… fammi pensare a come risponderti. Ci sono due cose da dire. La prima è l’enfasi sulla storia. Qual’è la storia [del terzo film]? C’è una storia capace di tenermi emozionalmente catturato per i due anni necessari per fare un altro film? Questa è la domanda fondamentale. Su un livello più superficiale, ho una domanda da fare: quanti buoni terzi film in una serie si possono nominare? Già nel fare il secondo film avevamo la sfida di fare un buon secondo film, e ce ne sono stati pochi anche di quelli. Dipende tutto dalla storia in realtà. Se la storia è lì, tutto è possibile. Spero sia stata una buona risposta.

Fine 1/3

Ora, che conclusioni trarre? Proviamo:

1) Nolan fa lo gnorri dopo aver riempito The Dark Knight di riferimenti all’attualità politica e averlo trasformato nel film definitivo sull’era post-11 settembre. Lo fa perchè è lui stesso imbarazzato dalla sua genialità. Normalissimo.

2) The Dark Knight è un film finito. Questo lo sapevamo già. Anche Batman Begins lo era, ed entrambi possono essere considerati indipendenti e a sè stanti. Per intendersi, quando si parla di trilogia di Batman non si parla di trilogia alla Signore degli Anelli, dove se vedi (senza addormenterti) Le Due Torri e basta non capisci una mazza e per giunta la storia non finisce. The Dark Knight si vede anche senza Batman Begins. Inoltre la storia di Batman è una tabula rasa, non va verso un finale preordinato, come la distruzione dell’anello o la resisteza alle macchine guidata da John Connor nei Terminator.

3) Proprio per questo motivo è possibile fare un terzo film, solo che, come dice Nolan, bisogna trovare una storia altrettanto appassionante.

4) Personalmente ne concludo che il film verrà fatto, ma finchè Nolan non sarà certo di aver scritto qualcosa di davvero meritevole non dirà nulla a proposito. Questo ne fa un grande regista e non un venduto alla Warner, perchè potrebbe fare il film anche senza pensarci troppo e incasserebbe comunque visto il successo di TDK, mentre lui giustamente o è sicuro di fare un gran film, o non lo fa.

5) Ne sappiamo quanto ieri… Cioè Nolan potrebbe fare un film diverso nel frattempo, o pensare solo ad una storia per il prossimo Batman.

~ di pierrealdo su Ottobre 29, 2008.

2 Risposte to “Intervista a Chris Nolan #1/3”

  1. grazie mille per l’intervista intera!

    aspetto la seconda parte!

  2. grazie!grazie per l’ottimo lavoro di traduzione fatta!Complimenti ancora

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