A Dark Knight
A Dark Knight vuole essere, almeno nelle intenzioni, poi si vedrà, un blog dedicato non solo al Batman di Christopher Nolan, ma ai film del regista in generale, e soprattutto al cinema, alle ultime notizie sui film già usciti e su quelli in post-produzione, pre-produzione, o che sono stati semplicemente annunciati, ma anche sugli attori, senza contare recensioni sui film appena visti. Non so con che frequenza scriverò, forse dipenderà dalle visite o dai commenti o dal tempo e dalla voglia…
Comunque comincio con la recensione del film che ha ispirato questo blog, cercando di darvi un’idea di quello che per me ha significato.
The Dark Knight è un capolavoro, una pietra miliare del cinema moderno, con cui qualsiasi regista che d’ora in poi vorrà raccontare di mafia, criminalità, amore o anche solo di supereroi dovrà confrontarsi.
Che Nolan fosse un genio già si sapeva. Vidi Insomnia al cinema, quando uscì, e anche se non sapevo nulla del regista e dei film in genere, mi piacque. Vidi The Prestige quando uscì, e anche se non lo apprezzai subito pienamente, ora sono convinto che sia un’opera estremamente sottile e intelligente, senza dubbio il miglior film di Nolan (fino a pochi giorni fa). Quando Alfred Borden esce dal teatro dove lavora come aiutante e incontra Sarah e suo nipote sulle scale, mostra a quest’ultimo un gioco di destrezza con una moneta che, guarda caso, ha due facce identiche, due teste… La sola cosa che la differenzia dalla moneta di Harvey Dent è che l’una ha due facce della regina Vittoria, l’altra due facce della Libertà personificata. Che Nolan abbia voluto mostrarci che questo film è il seguito di The Prestige e non di Batman Begins, perchè mostra di nuovo e più in fondo a quali tristi conseguenze l’ambizione e la sfida con un avversario alla tua altezza portano inevitabilmente? Vidi Memento la scorsa estate e capii che i fratelli Nolan non sono solo un duo che riesce a conquistare tanto la critica quanto il grande pubblico, ma anche i maggiori sceneggiatori al mondo. Vidi Following, debutto del regista, all’inizio di quest’anno, e lo considero nel suo piccolo un lavoro visionario che racchiude già l’essenza del cinema di Nolan: il rapporto con l’azione criminosa (in ogni film di Nolan c’è almeno un omicidio), con le forze dell’ordine (in ogni film di Nolan c’è almeno un poliziotto), il tema del doppio ecc… Poi c’è Batman Begins, che vidi per la prima volta nella sua interezza lo scorso ottobre. Quale modo migliore di riportare alla ribalta il migliore personaggio dei fumetti mai esistito?
Recensire The Dark Knight facendo un parallelo con Batman Begins porterebbe fuori strada. Sì perchè questo film supera il suo predecessore sotto ogni aspetto.
Fare una classifica degli attori non è facile. Ledger spicca su tutti ovviamente, ma gli altri stanno al passo. Bale non fa l’interpretazione migliore della sua carriera, ma essendo i migliore attore del mondo quello che riesce a fare basta e avanza. Oldman stavolta ha più spazio e lo sfrutta dando prova di quel grande attore che è.
Wally Pfister, direttore della fotografia di Nolan fin da Memento, dimostra come al solito il suo talento, dalle riprese aeree diurne fino ai primi piani nelle più buie notti di Gotham City. Per lui ci sarà senz’altro la terza candidatura all’Oscar consecutiva, dopo Batman Begins e The Prestige. Speriamo che stavolta riesca anche a portare a casa la statuetta.
Hans Zimmer ha scritto per il Joker un tema che non ha pari nella storia delle colonne sonore. Un tema coraggioso, che solo i meno attenti possono definire rumore. Con questo score in sottofondo le riprese di Nolan acquistano quel valore aggiunto che le rende indimenticabili.
Nathan Crowley corona il suo impeccabile lavoro come production designer con quel gioiello per gli occhi che è il BatPod.
Lee Smith, già editor dei due precedenti film di Nolan, non chè di Master & Commander, si supera nella scena dei tre contemporanei tentativi di omicidio da parte del Joker.
Johnatan Nolan, non tutti lo sanno, ha scritto col fratello Memento e The Prestige, ma non Batman Begins, e qui sta forse il primo vero valore aggiunto di questa pellicola. Quando i due fratelli scrivono assieme, qualcosa di magico esce dalle loro mani.
Christopher Nolan, non ci girerò intorno, è per me il miglior regista vivente. Un mese fa avrei ripetuto che Martin Scorsese, un regista che per me è sinonimo stesso di cinema, non aveva rivali. Ora non la penso così. Sì perchè The Dark Knight è più ambizioso, intelligente, drammatico ed emozionante di The Departed. La filmografia di Scorsese non ha pari, ma forse ha trovato un degno erede, e forse questo erede non è P.T. Anderson. Quando ho visto la sequenza della rapina all’inizio del film, a partire dalla camera che si avvicina al grattacielo fino alla fuga in autobus, mi sono seriamente chiesto quali altre scene avessi mai visto che potessero stare al passo di quella, e non ho trovato risposta. E’ stato allora che ho capito di stare assistendo a uno degli eventi socialmente, culturalmente e artisticamente più alti dei nostri tempi.
Lo spettatore che si avvicina a questo film pensando di vedere l’ennesima avventura dell’uomo pipistrello non resta certo deluso, ma nemmeno può apprezzare la genialità di ciò che Nolan ha fatto. Prendi una cosa che tutti credono banale e fanne un’opera d’arte di qualità inestimabile. Facile fare il film più bello di tutti i tempi parlando di olocausto, guerra o disastri nautici… Ma con Batman? Impossibile. O forse no…
Quando si seppe che il seguito di Batman Begins si sarebbe intitolanto The Dark Knight, nessuno poteva immaginare quanto nell’oscurità Nolan si volesse spingere. Molto, evidentemente. Sì perchè stavolta dalla sala non si esce con un sentimento di speranza, esaltazione e trionfo, ma quasi di triste rassegnazione. Harvey Dent, l’uomo che la provvidenza sembrava aver mandato a redimere Gotham, l’uomo amato dalla gente, l’idealista che non si ferma di fronte a nulla per far trionfare la giustizia, diventa un criminale. Hero today, gone tomorrow… Rachel Dawes, la sola speranza di una vita normale per Bruce Wayne, si innamora dell’uomo che avrebbe permesso a Gotham di non avere più bisogno di Batman, e a Wayne di stare finalmente con lei. La sua decisione di sposare Dent è l’ennesimo boccone amaro del film. E Batman, Batman non è mai stato più perdente. Perde Dent, colui che doveva prendere il suo posto in seno alla vera giustizia. Perde Rachel, cioè quanto di meglio la vita aveva da offrirgli. Perde, infine, se stesso, e la consapevolezza di essere dalla parte giusta. Sì perchè Batman sembra provocare più danni di quanti ne risolva. Il Joker, questo indimenticabile e terrificante Ledger, questo agente del caos, non uccide per soldi, nè per onore, ma per gioco, per giocare con Batman, il suo alter-ego, l’altro mostro, la sua vera ragione di vita, senza il quale anche lui forse non saprebbe che fare. E così alla fine questi due personaggi geniali, così diversi e così simili, questi due numeri uno con il comune gusto per la teatralità, finiscono per completarsi a vicenda, sono l’uno la ragion d’essere dell’altro, l’uno lo specchio dell’altro.
Bruce sapeva cosa doveva diventare per fermare uomini come lui, e alla fine lo diventa davvero. Un uomo in fuga, ma non dalla polizia, piuttosto da se stesso, a chiedersi se davvero Gotham aveva bisogno di lui, di un cavaliere oscuro, o lui bisogno di Gotham.
Si parla già del terzo film. Nolan ha detto che per ora non ci ha pensato, e si gode il grande successo di TDK. Forse prima farà The Prisoner, di cui già da tempo si parla. Poi si dedicherà al terzo capitolo di questa fantastica trilogia, con che cattivi non è, al momento, dato sapere. Ledger, vivo nella finzione, ha lasciato questo mondo. Eckart, pronto a girare di nuovo con Nolan, è morto nella finzione… Ma non c’è da preoccuparsi. Nolan troverà il modo di superarsi, un’altra volta.
Sì perchè ogni numero di magia è composto da tre parti, o atti. La prima parte è chiamata la Promessa: l’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario, un mazzo di carte, un uccelino o un uomo [Batman Begins]. Vi mostra questo oggetto, magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare che sia davvero reale, inalterato, normale, ma ovviamente è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato la Svolta: l’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario [The Dark Knight]. Ora, voi state cercando il segreto, ma non lo troverete, perchè in realtà non state davvero guardando, voi non volete saperlo, voi volete essere ingannati… Ma ancora non applaudite, perchè far sparire una cosa non è sufficiente, bisogna anche farla riapparire. Ecco perchè ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo il Prestigio [?].
THE DARK KNIGHT
*****
23 luglio 2008


bellissimo blog!