The Dark Knight non vincerà l’oscar per la miglior colonna sonora…

•Novembre 17, 2008 • 1 Commento

La colonna sonora di The Dark Knight non è conforme alle norme stabilite dall’AMPAS, la società che consegna gli Oscar, per la categoria “Miglior Colonna Sonora Originale”. La musica di Hans Zimmer e James Newton Howard è stata esclusa perchè il disco nomina 5 compositori (Zimmer, Howard e altri tre collaboratori). Questo infrange le regole dell’Academy. La colonna sonora di Batman Begins era stata esclusa per i medesimi motivi. Stando alla spiegazione dei diretti interessati, i tre collaboratori sono stati nominati perchè gli fosse garantito il pagamento dei dovuti diritti.

Per maggiori info: http://cittadiniperbatman.wordpress.com/2008/11/13/lo-score-di-tdk-fuori-dalla-corsa-alloscar/

Non c’è bisogno di sottolineare quanto sia brutta questa notizia, vista la qualità della colonna sonora e le chance di nomination. Evidentemente però c’è stata una leggerezza della casa di produzione, che doveva aver imparato la lezione da Batman Begins.  Infine rimango sinceramente a bocca aperta per la stupidità di questa presunta regola…

Intervista a Chris Nolan #3/3

•Ottobre 30, 2008 • 1 Commento

Questa è l’ultima parte dell’intervista. “The Dark Knight” è secondo molti il miglior film tratto da un fumetto di sempre [personalmente dico sempre che "Batman Begins" è il miglior film tratto da un fumetto di sempre, "The Dark Knight" è molto di più, è uno dei migliori film in assoluto di sempre], e in questa intervista il regista mette in chiaro che concepisce il suo Batman come del tutto diverso dall’affollato cinema sui supereroi di oggi.

INTERVISTATORE: Chris, questa estate “Iron Man” e “The Incredible Hulk” hanno segnato l’inizio dell’era degli “incroci” nei film tratti dai fumetti, con la Marvel che ha messo enfasi sul fatto che i suoi eroi coesistono nello stesso mondo. La DC comics e la Warner Bros. potrebbero usare una simile strategia, specialmente se il progetto di film sulla Justice League è portato avanti. Questo ti riguarda? La tua Gotham non sembra adatta a questa cosa.
NOLAN: Non penso che il nostro Batman, la nostra Gotham, si presti a questo tipo di influssi incrociati. Questo risale a una delle prime cose che abbiamo discusso quando abbiamo cominciato a mettere insieme la storia: E’ questo un mondo in cui i fumetti esistono già? E’ questo un mondo in cui i supereroi esistono già? Se pensi al nostro “Batman Begins” e alla filosofia di questo personaggio che cerca di reinventarsi come un simbolo, abbiamo assunto la posizione secondo cui i supereroi semplicemente non esistono. Se Bruce sapesse di Superman o anche solo dei fumetti, allora questo cambia del tutto la sua decisione di mettersi un costume e tentare di diventare un simbolo. Nelle sue prime apparizioni Batman inventa se stesso come una creazione del tutto originale.
I: Questo non si presta a vederlo aggrapparsi ad una fune tra i grattacieli di Metropolis.
N: No, infatti, è un universo del tutto diverso. E’ un modo di vedere le cose diverso. Ora questo [la coesistenza di diversi eroi, tipo Batman e Superman] è stato fatto con molto successo nei fumetti, e non lo discuto come approccio. Semplicemente non è l’approccio che abbiamo preso noi. Dovevamo fare una scelta per “Batman Begins”.
I: Un percorso diverso…
N: Sì, del tutto diverso. Avrebbe dato un significato del tutto diverso alla scelta di Bruce di lasciare Gotham e tornare per indossare un costume ecc. Cosa significava per Bruce, cosa voleva ottenere? Non è stato influenzato da altri supereroi. Ovviamente, si vede in questo film cosa siamo riusciti a fare col Joker: lui è in grado di essere molto teatrale perché Batman è stato per lui un esempio di teatralità a Gotham. La premessa di questo è che Batman aveva creato qualcosa di totalmente originale. A essere onesti, siamo andati anche più in là dei fumetti su questo punto. Non ricordo a che punto nella storia dei fumetti, ma c’era l’idea che Batman fosse un fan di Zorro da bambino. Credo che sia molto indietro nei fumetti.

I: Mi ricordo un cinema con i cartelloni di un film di Zorro in “The Dark Knight Returns” di Frank Miller del 1986…

N: E’ molto prima di quello. Ne sono piuttosto sicuro. Dovrò chiederlo a Paul Levitz [Presidente della DC comics], ma mi pare che sia molto indietro… comunque, noi abbiamo cambiato quel punto. Non abbiamo mostrato il giovane Bruce che va a vedere Zorro al cinema, perché un personaggio in un film che va a vedere un film è molto diverso da un personaggio in un fumetto che va a vedere un film. Un personaggio dei fumetti che legge un fumetto è più simile ad un personaggio in un film che va a vedere un film. Crea un elemento di decostruzione che volevamo evitare. Questa era una delle ragioni. Ma un’altra ragione era di rimuovere Zorro come modello. Non volevamo niente a contraddire l’idea che la decisione di Bruce di mettere in atto questo bizzarro piano di mettersi una maschera fosse tutta sua. Così abbiamo rimpiazzato Zorro con i pipistrelli per consolidare l’idea della paura di Bruce e il simbolismo associato ai pipistrelli.

I: Cosa che hai fatto con Bruce e i genitori all’opera a vedere “Die Fledermaus”.

N: Esattamente.

I: Hai detto che non sei sicuro di quale sarà il tuo prossimo progetto. Ma chiaramente la Warner guarda a Batman come a una parte essenziale del suo business, forse ora più che mai, e ci sono pressioni di mercato su di loro per mettere in agenda il prossimo capitolo della serie. Stai avendo molte pressioni per decidere?

N: Sono stati estremente gentili. Ho un rapporto molto buono con lo studio. Sanno che avevo davvero bisogno di prendermi una vacanza e del tempo per decidere cosa fare dopo. Hanno avuto molto rispetto di questo, il che è una delle ragioni per cui mi piace lavorare con la Warner.

I: Le nominations per gli Oscar saranno annunciate a Gennaio. Quanto significativo sarebbe per il cast e la troupe di “The Dark Knight” se Heath Ledger fosse nominato come non-protagonista?

N: La cosa che è sempre stata importante per me alla luce della morte di Heath era la responsabilità che sentivo verso il suo lavoro. La responsabilità di completare il film in modo tale che la sua performance risultasse come lui l’aveva intesa. Così è stato. Questa è una delle ragioni per cui sono così orgoglioso di questo film. Ho sentito un grande sollievo quando la gente ha cominciato a vedere la performance di Heath. E’ facile dimenticare, con tutto quello che è successo, che enorme sfida è stata per Heath interpretare questo ruolo così iconico. Ha accettato questa sfida in modo così ammirevole che ogni espressione di eccitazione della gente verso la sua performance è meravigliosa. Qualsiasi forma assume. E’ stato, questo, già molto gratificante per tutti noi. Tutto ciò che verrà in più sarà stupendo.

Fine 3/3

Intervista a Chris Nolan #2/3

•Ottobre 29, 2008 • 3 Commenti

Questa è la seconda parte dell’intervista a Christopher Nolan. Ho chiesto al regista londinese di prendere una scena nel film che lui considera come il momento essenziale. Ha risposto molto in fretta.

NOLAN: A essere onesto, è molto facile per me. La scena che è così importante e centrale per me è la scena dell’interrogatorio tra Batman e il Joker.

INTERVISTATORE: A che punto della produzione l’avete girata?

N: Sul set l’abbiamo girata abbastanza presto. In realtà è stata una delle prime cose che Heath ha fatto come Joker. Mi disse che era alquanto eccitato di fare una scena così importante, una delle scene focali del Joker, all’inizio, nelle prime tre settimane di riprese lunghe sette mesi. A me e a lui piaceva l’idea di tuffarsi dentro e basta, come anche a Christian. Avevamo provato la scena poche volte, un paio di volte in pre-produzione giusto per avere la sensazione di come avrebbe funzionato. Nessuno di loro due voleva spingersi troppo in là con le prove. Hanno dovuto provare molto il combattimento, ma anche con quello abbiamo cercato di lascare qualcosa all’improvvisazione. Eravamo tutti molto eccitati di cominciare con un bel pezzo di dialogo e questa grande intensa scena tra i due iconici personaggi. Era alquanto bizzarro vedere Batman dall’altra parte del tavolo del Joker. In realtà potrei parlare di questa scena per ore.
Avevamo molto tempo per girarla, perchè era l’inizio delle riprese. Molto spesso, quando ti metti a fare altre cose e procedi verso la fine delle riprese, le cose possono diventare molto frenetiche. Ma tendi a organizzare le prime cinque settimane in modo molto generoso per dare alla troupe e agli attori e a me stesso il tempo per ambientarci. Così avevamo un paio di giorni per girarla.

I: Puoi descrivere a memoria quei giorni?

N: Era un grande set costrito in una location. Aveva il vantaggio di sentirsi in un posto vero. Nathan Crowley, il production designer, aveva costruito questi grandi specchi e questa lunga stanza piastrellata che mi piaceva un sacco guardare; aveva quasi l’aspetto di un mattatoio o roba simile. Questo alimentava la brutalità della scena. Volevamo essere molto al limite, molto brutali. Volevamo che fosse il punto in cui Batman è davvero messo alla prova dal Joker e vedi che il Joker è davvero capace di insinuarsi dentro la pelle di chiunque. Lo realizzo ora – prima non ci avevo pensato – che in quella scena sono sintetizzati tutti i diversi elementi in cui io sono interessato come regista. La scena comincia tra Gary Oldman e Heath con le luci spente, e Wally Pfister ha letteralmente illuminato la scena solo con la lampada da tavolo e nient’altro. E poi quando la luce si accende Batman compare e il resto della scena si svolge con la massima esposizione alla luce. Ma in questa intensa luce che ci lasciava muovere in ogni direzione, avevamo una camera a mano e riprendevamo quello che volevamo in modo molto spontaneo. Per me, dal punto di vista creativo significava invertire le attese. Abbiamo visto così tante di queste scene di interrogatorio dove a qualcuno viene fatto il terzo grado. Volevamo completamente sbattergliela in faccia e avere una luce accecante che mostra il trucco del Joker e il suo sciogliersi. Il costume di Batman è stato completamente ridisegnato per questo film. E a differenza del costume di “Batman Begins” questo è capace di essere mostrato in grande dettaglio. Il costume sembrava molto più reale e funzionale stavolta. L’intera scena mostra qualcosa di reale e brutale.

I: C’è una notevole componente fisica nel lavoro degli attori in quella scena. Sono presenze così diverse nella stanza: Christian è una grande massa nera di furia contenuta e Heath ha questa strana forma agile e sottile…

N: Sì, e penso che lo si cominci a vedere anche all’inizio della scena dove tutto è ripreso da vicino. Ci sono stretti primi piani con un movimento molto piccolo della macchina da presa. Cominciamo in un modo molto controllato, ma anche in quel frangente, il modo in cui Heath si muove è indicativo. Cercavamo di seguirlo con la camera ma era difficile. Vedi chiarimenti i suoi movimenti avanti e indietro col busto e la testa. Hai un senso di stranezza. Dall’altra parte invece c’è Batman, seduto, molto controllato. C’è un punto in cui scoppia in tutta la sua forza fisica e trascina il Joker dall’altra parte del tavolo. A quel punto abbiamo preso la telecamera a mano e da lì in poi abbiamo ripreso il resto della scena con quella per rendere tutto molto spontaneo. Avevano provato i colpi e le cadute molte volte, ma comunque abbiamo lasciato che gli attori improvvisassero qualcosa in mezzo a tutto quello. Non ho mai visto nessuno incassare un pugno come fa Heath con Christian. Abbiamo ottenuto la violenza che volevamo. Quello che sentivo davvero importante dal punto di vista creativo per la scena era mostrare Batman che va troppo oltre. In effetti lo vediamo torturare qualcuno per avere informazioni perché la faccenda è per lui diventata personale.
Christian e io durante “Batman Begins” abbiamo cercato a lungo di trovare un momento in quel film dove davvero temi che Batman vada troppo in là con la violenza. Un momento dove la sua rabbia può esplodere e fargli infrangere le sue regole. Non abbiamo trovato quel momento allora. Semplicemente non era lì in quella storia. C’era molta forza e aggressione, ma la storia non conteneva un elemento tale da fargli perdere il controllo. Quello che il Joker fornisce nel secondo film è il fatto che la sua intera motivazione è quella di spingere le persone a violare i propri principi. E Batman ovviamente da una tale importanza alle sue regole, alla sua morale. E’ quello che nella sua concezione lo distingue da un comune vigilante. Il Joker è capace di fargli mettere in dubbio il suo approccio e le sue azioni.

I: Nel primo film, i momenti più memorabili di intensa aggressione sono più teatrali, fatti in modo calcolato per spaventare le persone. Il primo film sembra essere sulla paura di Batman, il secondo sulla sua rabbia.

N: Esattamente. Per questo non abbiamo mai trovato quel momento di pericolo in cui Batman è sul punto di andare troppo in là. La rabbia è davvero una un elemento centrale della storia in “The Dark Knight”, e quella scena dell’interrogatorio è il fulcro intorno a cui l’intero film ruota. Batman scopre molte cose su se stesso in quella scena. Sono stato molto soddisfatto dal modo in cui Christian ha mostrato la sua rabbia in quella scena. Ed è perfettamente bilanciata con i modi controllati di Gordon. Anche se tutti si ricordano di Batman e Joker, Gordon svolge un ruolo molto importante nel permettere che l’interrogatorio abbia luogo. E poi mentre guarda dallo specchio lui vede il momento esatto in cui Batman va troppo lontano. Conosce Batman abbastanza da riconoscerlo. Cerca di entrare, ma Batman ha bloccato la porta. E alla fine della scena penso che Heath abbia trovato l’esatta essenza della minaccia del Joker: viene preso a pugni in faccia e continua a ridere e a mostrare piacere. Non c’è nulla che tu possa fare. Quando dice a Batman “Non te ne fai nulla di tutta la tua forza”. C’è questa sorta di impotenza del forte, muscoloso e armato Batman. Non c’è nessun modo di usare il suo potere in modo utile in questa scena. E poi ho amato come Christian ha interpretato la fine della scena: quando lascia cadere il Joker dopo che questi gli ha dato gli indirizzi, Batman realizza la futilità di quello che ha fatto. Lo vedi nei suoi occhi. Come combatti qualcuno che vive di aggressione?

Fine 2/3

Intervista a Chris Nolan #1/3

•Ottobre 29, 2008 • 2 Commenti

Nolan agli Scream 2008 AwardsNolan agli Scream 2008 Awards

Questa è la prima di un’intervista in tre parti con Christopher Nolan, regista dell’enorme successo estivo “The Dark Knight”, che ha incassato 528 Milioni di $ nei soli USA (secondo risultato di sempre dopo “Titanic”) e si avvicina a quota 1 Miliardo di $ in tutto il mondo (quarto di sempre). Ve l’ho tradotta appositamente…

Il 38enne regista è tornato a casa a Los Angeles dopo una lunghissima vacanza in Florida, da dove ha potuto contemplare il grande successo del film, e le molte voci sulla possibilita di vittoria di alcune statuette alla prossima notte degli Oscar. In questa prima parte Nolan parla delle interpretazioni politiche del film, dei piani per il futuro, e del successo record.

INTERVISTATORE: Mi dica una delle sue sorprese dopo l’uscita del film.

NOLAN: E’ divertente, mi hanno chesto tutti della lettura politica del film. Respingo tutte quelle analogie (ride). E’ davvero qualcosa a cui non pensiamo quando mettiamo insieme la storia con David Goyer e Johnathan [Nolan]. Ad esempio nella scena dell’interrogatorio con Batman e il Joker non c’è un senso politico di per sè, ma mi interessava far sì che gli attori esplorassero il paradosso del combattere con la forza qualcuno che vive di aggressione e violenza. Noi cerchiamo di lavorare su una scala realistica e universale. Se lo facciamo bene le persone potranno trarre differenti interpretazioni da una scena a seconda di chi sono. Permettiamo allo spettatore di sedersi e “leggere” Batman e il suo dilemma in un modo o in un altro a seconda che sia Repubblicano o Democratico o che so io…

I: “The Dark Knight” si avvicina al Miliardo di $. Come si sente in relazione a tale successo?

N: Onestamente è sconcertante. E’ terrificante ma allo stesso tempo un po’ astratto, i numeri sono così grandi. La cosa che mi emoziona di più, vista l’enorme quantità di persone che sono andate al cinema a vedere “TDK”, è come questo film sia riuscito a stare sulle spalle di “Batman Begins”, come siamo riusciti a far crescere la storia e gli spettatori. Costruire un così grande fenomeno è estremamente gratificante. Cioè, ora ho passato sei anni a lavorare a film di Batman. Diventa una parte importante della tua vita, diventi ossessivo sull’argomento ed è divertente quando ci sono altri che condividono la tua ossessione e vanno a vedere il film una dozzina di volte [tipo me, che comunque mi son fermato a 6]. Non ti sembra possibile. C’è un che di liberatorio nel sapere che il mio prossimo film, qualsiasi esso sarà, non farà così tanti soldi (ride)!

I: Guardando “The Dark Knight” è molto facile immaginare il Joker che torna a Gotham, dal momento che il suo destino resta irrisolto. Quando scrivevi il film immaginavi di far tornare il Joker in un terzo capitolo?

N: No, davvero e onestamente. Io penso solo ad un film alla volta. Mi trovo a ribadirlo un sacco di volte. Non abbiamo mai tentato di salvare nulla per un sequel o di mettere qualcosa per anticiparlo. Questo sembra improbabile per alcune persone, in particolare con “Batman Begins” che si concludeva con l’anticipazione del Joker. Ma per me era solo un modo per far sì che lo spettatore lasciasse la sala con un senso di eccitazione e con i personaggi tutti maturi e all’azione. Ecco perchè avevamo il titolo alla fine: Batman Begins andava inteso in senso letterale da quel punto. Poi abbiamo pensato a dove i personaggi potessero andare. Abbiamo fatto del nostro meglio per mettere in questo film tutto quello che volevamo veder fare al Joker. Volevamo mostrare il vicolo cieco in cui Batman e il Joker si trovano: sono imprigionati in una lotta senza fine a causa delle regole di Batman. Batman non ucciderà. E il Joker non è interessato a scofiggere definitivamente Batman perchè è affascinato da lui e si diverte a lottarci. Questo era il senso. Poi quello che è successo è che Heath ha creato il personaggio straordinario su cui vorresti vedere 10 film. Questa è la cosa amara.

I: Dopo la gigantesca e militaresca operazione di marketing di “The Dark Knight” ti senti portato verso qualcosa di più piccolo per la tua prossima produzione?

N: Da una parte sì. Dopo “Batman Begins” mi sentivo di fare qualcosa di più piccolo, ma una delle cose che mi entusiasmavano sul fare “The Dark Knight” era sin dall’inizio il fatto di girare in Imax, creare quella enorme prospettiva e raggiungere quella qualità “larger-than-life”. Quindi ora c’è molto divertimento. Sono spinto in entrambe le direzioni. Forse quello che ho bisogno di fare è una storia piccola e intima fotografata su scala ridicolmente grande. O viceversa. (ride)

I: Non ho idea di che voglia dire.

N: Sì, nemmeno io. (ride)

I: Davvero puoi imaginare di non fare il terzo film della serie di Batman?

N: Beh… fammi pensare a come risponderti. Ci sono due cose da dire. La prima è l’enfasi sulla storia. Qual’è la storia [del terzo film]? C’è una storia capace di tenermi emozionalmente catturato per i due anni necessari per fare un altro film? Questa è la domanda fondamentale. Su un livello più superficiale, ho una domanda da fare: quanti buoni terzi film in una serie si possono nominare? Già nel fare il secondo film avevamo la sfida di fare un buon secondo film, e ce ne sono stati pochi anche di quelli. Dipende tutto dalla storia in realtà. Se la storia è lì, tutto è possibile. Spero sia stata una buona risposta.

Fine 1/3

Ora, che conclusioni trarre? Proviamo:

1) Nolan fa lo gnorri dopo aver riempito The Dark Knight di riferimenti all’attualità politica e averlo trasformato nel film definitivo sull’era post-11 settembre. Lo fa perchè è lui stesso imbarazzato dalla sua genialità. Normalissimo.

2) The Dark Knight è un film finito. Questo lo sapevamo già. Anche Batman Begins lo era, ed entrambi possono essere considerati indipendenti e a sè stanti. Per intendersi, quando si parla di trilogia di Batman non si parla di trilogia alla Signore degli Anelli, dove se vedi (senza addormenterti) Le Due Torri e basta non capisci una mazza e per giunta la storia non finisce. The Dark Knight si vede anche senza Batman Begins. Inoltre la storia di Batman è una tabula rasa, non va verso un finale preordinato, come la distruzione dell’anello o la resisteza alle macchine guidata da John Connor nei Terminator.

3) Proprio per questo motivo è possibile fare un terzo film, solo che, come dice Nolan, bisogna trovare una storia altrettanto appassionante.

4) Personalmente ne concludo che il film verrà fatto, ma finchè Nolan non sarà certo di aver scritto qualcosa di davvero meritevole non dirà nulla a proposito. Questo ne fa un grande regista e non un venduto alla Warner, perchè potrebbe fare il film anche senza pensarci troppo e incasserebbe comunque visto il successo di TDK, mentre lui giustamente o è sicuro di fare un gran film, o non lo fa.

5) Ne sappiamo quanto ieri… Cioè Nolan potrebbe fare un film diverso nel frattempo, o pensare solo ad una storia per il prossimo Batman.

CineNews [1]

•Agosto 20, 2008 • Lascia un Commento
  • Il Cavaliere Oscuro è diventato sabato scorso il 2° film che ha incassato di più nel mercato nord-americano, raggiungendo i 470 milioni di dollari e lasciandosi alle spalle il primo Guerre Stellari. Nella classifica “worldwide” che comprende gli incassi americani e quelli del resto del mondo, il film ha raggiunto gli 800 milioni, che gli valgono il 19 posto. Una cosa è certa: il film ha ancora molte settimane di proiezione davanti e continuerà a battere record a ripetizione.

Questa l’attuale top5 USA:

  1. Titanic – 600.779.824$
  2. The Dark Knight – 473.194.356$
  3. Star Wars – 460.935.665$
  4. Shrek 2 – 436.471.036$
  5. E.T. – 434.949.459$

  • Christian Bale è stato totalmente prosciolto, se così si può dire, da ogni accusa relativa alla presunta lite con la madre e sorella, che qualche settimana fa portò tutti i giornali a titolare che era stato arrestato per averle picchiate, cosa che peraltro non è avvenuta, visto che tutto si limitò a un interrogatorio. Come era parso sin da subito di quello di cui lo si accusava non si è trovata nessuna prova. Naturalmente ha fatto più notizia la falsa storia delle percosse familiari che il mea culpa della polizia inglese, ma la stampa è così…

 

  • Harry Potter e il principe mezzosangue, che doveva uscire il 21 novembre, è stato spostato dalla Warner Bros a luglio 2009, per la felicità dei suoi fan che hanno subito fatto petizioni a non finire. La decisione è stata dovuta non a questioni di produzione (il film è finito) ma a una questione di incassi. La WB, infatti, pensa di ottenere di più nella nuova data, possibilmente imitando il successo che nello stesso periodo di quest’anno ha avuto The Dark Knight. In realtà è probabile che visto che la Warner ha gia incassato soldi a palate con il suddetto TDK, vuole tenersi HP per il 2009, dove non ha in programma grandissime uscite, eccetto forse Terminator Salvation, di cui avrò modo di parlare. Quello che è improbabile è che HP avrà lo stesso successo di TDK in USA.

 

  • Sono state fatte già infinite insinuazioni sui futuri cattivi di “The Dark Knight 2″ o, preferisco, “Batman Begins 3″, il film che FORSE Nolan farà per chiudere il cerchio su Batman. Ora, già il fatto che non è sicuro che si faccia il FILM dovrebbe rendere ogni chiacchiera sui PERSONAGGI inutile, ma ormai non ci si può far nulla, il cavaliere oscuro ha contagiato tutti. Così ecco i nomi si questi giorni:
  1. Johnny Depp come Enigmista, magari in chiave serial killer che lascia indovinelli. Questa è l’unica voce che se contagiasse Nolan mi renderebbe felice. Depp sarebbe perfetto e Nolan saprebbe come fare dell’Enigmista un gran cattivo.
  2. Philip Seymour Hoffman come Pinguino. Grande attore, ma il Pinguino credo che anche Nolan avrebbe difficoltà a renderlo serio e credibile.
  3. Angelina Jolie come Catwoman. Stesse considerazioni di prima… tranne grande attrice, ovviamente.

A Dark Knight

•Agosto 4, 2008 • 1 Commento

A Dark Knight vuole essere, almeno nelle intenzioni, poi si vedrà, un blog dedicato non solo al Batman di Christopher Nolan, ma ai film del regista in generale, e soprattutto al cinema, alle ultime notizie sui film già usciti e su quelli in post-produzione, pre-produzione, o che sono stati semplicemente annunciati, ma anche sugli attori, senza contare recensioni sui film appena visti. Non so con che frequenza scriverò, forse dipenderà dalle visite o dai commenti o dal tempo e dalla voglia…

Comunque comincio con la recensione del film che ha ispirato questo blog, cercando di darvi un’idea di quello che per me ha significato.

The Dark Knight è un capolavoro, una pietra miliare del cinema moderno, con cui qualsiasi regista che d’ora in poi vorrà raccontare di mafia, criminalità, amore o anche solo di supereroi dovrà confrontarsi.

Che Nolan fosse un genio già si sapeva. Vidi Insomnia al cinema, quando uscì, e anche se non sapevo nulla del regista e dei film in genere, mi piacque. Vidi The Prestige quando uscì, e anche se non lo apprezzai subito pienamente, ora sono convinto che sia un’opera estremamente sottile e intelligente, senza dubbio il miglior film di Nolan (fino a pochi giorni fa). Quando Alfred Borden esce dal teatro dove lavora come aiutante e incontra Sarah e suo nipote sulle scale, mostra a quest’ultimo un gioco di destrezza con una moneta che, guarda caso, ha due facce identiche, due teste… La sola cosa che la differenzia dalla moneta di Harvey Dent è che l’una ha due facce della regina Vittoria, l’altra due facce della Libertà personificata. Che Nolan abbia voluto mostrarci che questo film è il seguito di The Prestige e non di Batman Begins, perchè mostra di nuovo e più in fondo a quali tristi conseguenze l’ambizione e la sfida con un avversario alla tua altezza portano inevitabilmente? Vidi Memento la scorsa estate e capii che i fratelli Nolan non sono solo un duo che riesce a conquistare tanto la critica quanto il grande pubblico, ma anche i maggiori sceneggiatori al mondo. Vidi Following, debutto del regista, all’inizio di quest’anno, e lo considero nel suo piccolo un lavoro visionario che racchiude già l’essenza del cinema di Nolan: il rapporto con l’azione criminosa (in ogni film di Nolan c’è almeno un omicidio), con le forze dell’ordine (in ogni film di Nolan c’è almeno un poliziotto), il tema del doppio ecc… Poi c’è Batman Begins, che vidi per la prima volta nella sua interezza lo scorso ottobre. Quale modo migliore di riportare alla ribalta il migliore personaggio dei fumetti mai esistito?

Recensire The Dark Knight facendo un parallelo con Batman Begins porterebbe fuori strada. Sì perchè questo film supera il suo predecessore sotto ogni aspetto.

Fare una classifica degli attori non è facile. Ledger spicca su tutti ovviamente, ma gli altri stanno al passo. Bale non fa l’interpretazione migliore della sua carriera, ma essendo i migliore attore del mondo quello che riesce a fare basta e avanza. Oldman stavolta ha più spazio e lo sfrutta dando prova di quel grande attore che è.

Wally Pfister, direttore della fotografia di Nolan fin da Memento, dimostra come al solito il suo talento, dalle riprese aeree diurne fino ai primi piani nelle più buie notti di Gotham City. Per lui ci sarà senz’altro la terza candidatura all’Oscar consecutiva, dopo Batman Begins e The Prestige. Speriamo che stavolta riesca anche a portare a casa la statuetta.

Hans Zimmer ha scritto per il Joker un tema che non ha pari nella storia delle colonne sonore. Un tema coraggioso, che solo i meno attenti possono definire rumore. Con questo score in sottofondo le riprese di Nolan acquistano quel valore aggiunto che le rende indimenticabili.

Nathan Crowley corona il suo impeccabile lavoro come production designer con quel gioiello per gli occhi che è il BatPod.

Lee Smith, già editor dei due precedenti film di Nolan, non chè di Master & Commander, si supera nella scena dei tre contemporanei tentativi di omicidio da parte del Joker.

Johnatan Nolan, non tutti lo sanno, ha scritto col fratello Memento e The Prestige, ma non Batman Begins, e qui sta forse il primo vero valore aggiunto di questa pellicola. Quando i due fratelli scrivono assieme, qualcosa di magico esce dalle loro mani.

Christopher Nolan, non ci girerò intorno, è per me il miglior regista vivente. Un mese fa avrei ripetuto che Martin Scorsese, un regista che per me è sinonimo stesso di cinema, non aveva rivali. Ora non la penso così. Sì perchè The Dark Knight è più ambizioso, intelligente, drammatico ed emozionante di The Departed. La filmografia di Scorsese non ha pari, ma forse ha trovato un degno erede, e forse questo erede non è P.T. Anderson. Quando ho visto la sequenza della rapina all’inizio del film, a partire dalla camera che si avvicina al grattacielo fino alla fuga in autobus, mi sono seriamente chiesto quali altre scene avessi mai visto che potessero stare al passo di quella, e non ho trovato risposta. E’ stato allora che ho capito di stare assistendo a uno degli eventi socialmente, culturalmente e artisticamente più alti dei nostri tempi.

Lo spettatore che si avvicina a questo film pensando di vedere l’ennesima avventura dell’uomo pipistrello non resta certo deluso, ma nemmeno può apprezzare la genialità di ciò che Nolan ha fatto. Prendi una cosa che tutti credono banale e fanne un’opera d’arte di qualità inestimabile. Facile fare il film più bello di tutti i tempi parlando di olocausto, guerra o disastri nautici… Ma con Batman? Impossibile. O forse no…

Quando si seppe che il seguito di Batman Begins si sarebbe intitolanto The Dark Knight, nessuno poteva immaginare quanto nell’oscurità Nolan si volesse spingere. Molto, evidentemente. Sì perchè stavolta dalla sala non si esce con un sentimento di speranza, esaltazione e trionfo, ma quasi di triste rassegnazione. Harvey Dent, l’uomo che la provvidenza sembrava aver mandato a redimere Gotham, l’uomo amato dalla gente, l’idealista che non si ferma di fronte a nulla per far trionfare la giustizia, diventa un criminale. Hero today, gone tomorrow… Rachel Dawes, la sola speranza di una vita normale per Bruce Wayne, si innamora dell’uomo che avrebbe permesso a Gotham di non avere più bisogno di Batman, e a Wayne di stare finalmente con lei. La sua decisione di sposare Dent è l’ennesimo boccone amaro del film. E Batman, Batman non è mai stato più perdente. Perde Dent, colui che doveva prendere il suo posto in seno alla vera giustizia. Perde Rachel, cioè quanto di meglio la vita aveva da offrirgli. Perde, infine, se stesso, e la consapevolezza di essere dalla parte giusta. Sì perchè Batman sembra provocare più danni di quanti ne risolva. Il Joker, questo indimenticabile e terrificante Ledger, questo agente del caos, non uccide per soldi, nè per onore, ma per gioco, per giocare con Batman, il suo alter-ego, l’altro mostro, la sua vera ragione di vita, senza il quale anche lui forse non saprebbe che fare. E così alla fine questi due personaggi geniali, così diversi e così simili, questi due numeri uno con il comune gusto per la teatralità, finiscono per completarsi a vicenda, sono l’uno la ragion d’essere dell’altro, l’uno lo specchio dell’altro.

Bruce sapeva cosa doveva diventare per fermare uomini come lui, e alla fine lo diventa davvero. Un uomo in fuga, ma non dalla polizia, piuttosto da se stesso, a chiedersi se davvero Gotham aveva bisogno di lui, di un cavaliere oscuro, o lui bisogno di Gotham.

Si parla già del terzo film. Nolan ha detto che per ora non ci ha pensato, e si gode il grande successo di TDK. Forse prima farà The Prisoner, di cui già da tempo si parla. Poi si dedicherà al terzo capitolo di questa fantastica trilogia, con che cattivi non è, al momento, dato sapere. Ledger, vivo nella finzione, ha lasciato questo mondo. Eckart, pronto a girare di nuovo con Nolan, è morto nella finzione… Ma non c’è da preoccuparsi. Nolan troverà il modo di superarsi, un’altra volta.

Sì perchè ogni numero di magia è composto da tre parti, o atti. La prima parte è chiamata la Promessa: l’illusionista vi mostra qualcosa di ordinario, un mazzo di carte, un uccelino o un uomo [Batman Begins]. Vi mostra questo oggetto, magari vi chiede di ispezionarlo, di controllare che sia davvero reale, inalterato, normale, ma ovviamente è probabile che non lo sia. Il secondo atto è chiamato la Svolta: l’illusionista prende quel qualcosa di ordinario e lo trasforma in qualcosa di straordinario [The Dark Knight]. Ora, voi state cercando il segreto, ma non lo troverete, perchè in realtà non state davvero guardando, voi non volete saperlo, voi volete essere ingannati… Ma ancora non applaudite, perchè far sparire una cosa non è sufficiente, bisogna anche farla riapparire. Ecco perchè ogni numero di magia ha un terzo atto, la parte più ardua, la parte che chiamiamo il Prestigio [?].

THE DARK KNIGHT

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23 luglio 2008